Decreto rilancio, Giudiceandrea: «I soldi pubblici non basteranno, serve una strategia»

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«Non possiamo pensare di coprire le perdite dell’emergenza Coronavirus solo con i soldi pubblici». Non usa giri di parole Federico Giudiceandrea nel commentare – abbastanza positivamente – le misure previste dal decreto rilancio emanato dal Governo Conte (QUA IL DETTAGLIO). Giudiceandrea, presidente di Assoimprenditori Alto Adige, membro del board del NOI Techpark e business angel, contesta al Governo la mancanza di una visione complessiva. «Ciò che ancora manca e a cui dovremo lavorare urgentemente tutti insieme a livello locale, nazionale ed europeo, è però una strategia complessiva per il futuro». 

«Dobbiamo essere realisti: coprire tutte le perdite legate al Coronavirus con i contributi pubblici non sarà possibile – continua -.  Per questo il prossimo passo da fare tutti insieme sarà quello di ricreare un contesto in cui sia possibile tornare a creare lavoro. Più che mai in questo momento sostenere chi garantisce occupazione e valore aggiunto è una scelta indispensabile per il nostro futuro! Dovremo riattivare al più presto gli investimenti strategici necessari per rilanciare il nostro Paese anche a livello infrastrutturale, semplificare e rendere più agili le procedure e attuare le misure necessarie per rendere competitiva la nostra economia a livello internazionale».

«Alcune misure del decreto rilancio vanno nella giusta direzione, in particolare quelle che riguardano la risposta alle situazioni di emergenza sociale e la riduzione della pressione fiscale come l’abolizione della rata Irap di giugno per tutte le imprese con fatturato fino a 250 milioni di euro e il rinvio al 2021 di nuove imposte come plastic e sugar tax. Se pensiamo che buona parte degli aiuti decisi due mesi fa con il DL “cura Italia” non sono ancora arrivati a famiglie e imprese per via delle lunghe procedure e delle complessità burocratiche, comprendiamo ancora meglio come la riduzione delle imposte sia davvero l’aiuto più efficiente e immediato che si possa garantire».

(foto dal sito Microtec)

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