Giovani e lavoro, la CNA “combatte” la moda degli influencer: ecco come

Pubblicato il 24 Maggio 2019 in Lavoro, Territorio

 

I giovani preferiscono una carriera da influencer o da fashion blogger anziché il meccanico, l’operaio edile o l’artigiano in genere? Gli anticorpi giusti a questa tendenza, che rischia di snaturare il mondo del lavoro e frustrare le aspettative lavorative di tanti giovani, è l’esempio dell’Associazione provinciale dei Maestri (Meisterbund), che riunisce oltre 500 associati e si è sempre impegnata per costituire una rappresentanza d’interessi adeguata per i Maestri altoatesini.

Ester Brunini, vetraia artistica e vicepresidente della CNA-SHV, è stata appena riconfermata vicepresidente del Meisterbund in rappresentanza del gruppo linguistico italiano. “Il nostro obiettivo primario – spiega Brunini – è quello di implementare la visibilità dei Maestri, migliorando la valenza ed il riconoscimento per questa tipologia di formazione ed invitando i giovani a seguirla. Ritengo che siamo già riusciti ad ottenere risultati importanti e la volontà è quella di proseguire lungo la via intrapresa insieme alle associazioni di categoria, alla Camera di Commercio, alla Provincia e alle scuole”.

A far riflettere, in seno alla CNA-SHV, è il recente sondaggio dell’agenzia Klaus Davi & Co., realizzato in occasione di Autopromotec, e pubblicato dal Corriere della Sera. Dallo studio emerge che i lavori meno attrattivi per i giovani sono meccanico, badante, postino, operatore ecologico, cameriere ed operaio edile. Le occupazioni preferite sono influencer (71%), fashion blogger (48%), stilisti di moda (36%), chef (31%), designer d’auto (27%), avvocato (22%), tronista (17%), banchiere (14%), wine manager (10%), medico (7%).

“Di fronte a queste tendenze – afferma Claudio Corrarati, presidente di CNA-SHV – stiamo reagendo creando uno sportello informativo per le famiglie, affinché possano conoscere i mestieri dell’artigianato tradizionale e di quello digitale, le possibilità di guadagno, le reali opportunità di lavoro. Inoltre vogliamo spendere con maggior incisività l’immagine e l’azione dell’Associazione provinciale Maestri, che raggruppa chi ha seguito i 4 anni di formazione per conseguire il titolo di Maestro nella sua professione, una sorta di laurea per diverse categorie”.

“Puntare solo sulla qualità e sulla professionalità dei Maestri, ad esempio artigiani – prosegue Corrarati – non è più l’unica carta vincente. Occorre che gli stessi Maestri facciano uno scatto in avanti sull’immagine e sappiano intercettare i fabbisogni dei cittadini/clienti, che si sommano all’elevata qualità di prodotti e servizi. Dobbiamo fare in modo che i giovani e le loro famiglie vedano i mestieri dell’artigianato non come un ripiego per chi va male a scuola, ma per una grande chance lavorativa, capace di coniugare la tradizione con l’innovazione e la digitalizzazione. Mestieri attrattivi, vitali, sempre più richiesti, che non trovano giovani disposti a seguire percorsi formativi alternativi alle scuole tradizionali. Vogliamo rilanciare l’immagine dei mestieri e il Meisterbund è nostro partner per raggiungere l’obiettivo”.

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