Alto Adige, suicidi e qualità della vita: i dati veri, letti bene

Pubblicato il 14 Settembre 2019 in Alto Adige DOC

 

Torna Alto Adige Doc: la rubrica che racconta l’Alto Adige lontano dagli stereotipi. Dopo un agosto di pausa, si ricomincia. E per chi si fosse perso qualche puntata precedente, nessun problema: eccole tutte.

L’Alto Adige è un’isola felice? Come si spera di aver dimostrato nelle precedenti puntate, sicuramente non è un’isola, ma riguardo al tasso di felicità? C’è chi dice di sì: «Lo dimostrano le classifiche sulla qualità della vita in Italia!» e c’è chi dice di no: «Guardate il tasso di suicidi!» . Entrambe le teorie si basano sui numeri che, almeno in teoria, non dovrebbero mentire.
Partiamo quindi dalle cifre, in particolare da quelle relative al notissimo problema dell’elevato numero di suicidi. «In Alto Adige c’è una media di un suicidio alla settimana», hanno titolato questa settimana molti media locali. In effetti, il dato è confermato dall’Istat, in Alto Adige nel 2016 è stato registrato un tasso di suicidi di 1.08 per diecimila abitanti (10,8 per 100.000) ovvero una cinquantina all’anno (probabilmente leggermente meno). Un dato che colloca l’Alto Adige al secondo posto in Italia. Prima è la Valle d’Aosta con un tasso di 1,47 su 10.000 abitanti, terza la Sardegna (1,03), quarta la provincia di Trento (0,93). Tre su quattro hanno una caratteristica comune: l’ambiente montano. Quattro su quattro sono “autonomie speciali”, ognuno tragga le conclusioni che preferisce.

Se però, allarghiamo il campo di indagine all’intera Europa, si scopre che il tasso di suicidi in Alto Adige è al di sotto della media europea (10,8 contro 11) e che l’Italia ha un tasso di suicidi tra i più bassi dell’intera Europa. Solo Grecia e Cipro possono vantare cifre più basse

Tornando al dato altoatesino, il confronto più utile è, probabilmente, quello con il Tirolo austriaco, land che ha un tasso di suicidi che negli ultimi cinque anni ha oscillato tra il 14 e il 15 (contro il 10,8 del Sudtirolo), più o meno la media nazionale austriaca. Pochi giorni fa, il Tiroler Tageszeitung riportava il dato più recente, quello relativo all’anno passato: “2018 gab es in Tirol 105 dokumentierte Suizide“. (105 suicidi documentati nel 2018 in Tirolo)
Il tasso più preoccupante per gli austriaci è, però, quello della Stiria che si avvicina a 20 suicidi ogni centomila abitanti, quasi il doppio dell’Alto Adige. Ma, numeri a parte, si può davvero valutare la felicità di una popolazione? Non  è un sentimento individuale? Il tasso di suicidi ci dice quanto sia felice un popolo o segnala qualcosa di diverso?

 

Chiarite le cifre riguardanti i suicidi passiamo alle classifiche su qualità della vita e tempo libero. Prima di ogni analisi, però, va chiarito che trattasi di classifiche giornalistiche che escono ogni anno. Vanno evidentemente prese con le dovute cautele, ma è anche vero che non si segnalano casi di festeggiamenti di piazza all’uscita di queste notizie. Riguardo all’Alto Adige, poi, le cautele devono essere ancora maggiori. Lo dimostra il dato sui laureati che colloca quasi sempre la Provincia di Bolzano in fondo alla classifica. La verifica l’ho fatta personalmente qualche tempo fa, in occasione della apposita graduatoria stilata dal Sole 24 ore: “I dati – mi hanno spiegato – provengono dal Ministero dell’Università e Ricerca e considerano solo i laureati negli atenei italiani”. Cifre che, quindi, penalizzano pesantemente la provincia di Bolzano dove, come noto, quasi il 40% delle lauree è ottenuto presso le università austriache.

Più di recente è uscita una classifica del Sole 24 Ore riguardante il tempo libero che vede Bolzano al 24esimo posto. Prima di Bologna 25esima, ma dopo, per esempio, Grosseto, Gorizia e Fermo. Numeri che, ovviamente, hanno suscitato qualche perplessità. Fortunatamente, il sito del Sole 24 ore fornisce tutte gli indici che hanno contribuito a questo risultato. Bolzano, per esempio, risulta nona per densità turistica (presenze per kmq) dietro a Rimini, Venezia e Napoli (ma anche Livorno) e fin qui poco da eccepire, ma risulta solo 18esima per permanenza media nelle strutture dove svettano Crotone, Fermo, Vibo Valentia e Teramo.

Rispetto a questo risultato, dove non arrivano i numeri arriva il buon senso. Non è qui che Bolzano perde posti in classifica e non è su questo su che si concentra questo articolo, ma se l’indice di densità turistica pone Fermo e Teramo al vertice, è evidente che il dato non aiuta a farsi un’idea precisa dell’attrattività turistica delle province italiane. Fortunatamente per l’Alto Adige, la classifica generale tiene conto anche del numero di agriturismo ogni 1000 km, dove svetta (è primo come da previsione), di conseguenza, la 24esima posizione generale deve essere dovuta ad altri indici. In effetti, soprattutto un dato declassa pesantemente la provincia di Bolzano: quello relativo al numero di librerie. Risulta 105esima, ovvero terzultima, con 3.6 librerie ogni centomila abitanti (18 in totale).

Se però digitiamo “Librerie Bolzano” su Google escono venti risultati e, pur utilizzando criteri molto selettivi, si arriva a “salvarne” almeno a una dozzina. Se aggiungiamo le cinque di Merano e le quattro di Bressanone superiamo le venti e mancano tutte le altre sparse per la provincia. Chiarite alcune cifre delle classifiche giornalistiche, ci si potrebbe interessare ad altri numeri che non riscuotono la stessa attenzione mediatica. Per esempio, il dato sugli incidenti stradali mortali in Europa. “Quotidiano Sanità” ha pubblicato i dati Eurostat che mostrano come nel 2016, l’Alto Adige fosse la prima “regione” italiana per numero di incidenti mortali, ben al di sopra della media nazionale, (73 contro 54, dato ogni milione di abitanti). L’estate appena trascorsa difficilmente migliorerà questo dato.

Per chiudere, un dato su un argomento largamente trattato su questa rubrica: la pressione turistica. L’apposita classifica Istat che mette a confronto le presenze turistiche con il numero di residenti nei comuni vede due località altoatesine nei primi dieci posti e sei nei primi venti.
Corvara ottiene il terzo posto in Italia grazie alle sue 969.000 presenze turistiche in una cittadina di 1300 abitanti. Selva di Val Gardena ottiene il nono con 1.200.000 presenze per 2600 abitanti.

Massimiliano Boschi

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