Export altoatesino oltre i 7,7 miliardi nel 2025, la crescita passa dai mercati extraeuropei
Economia. L’export altoatesino ha chiuso il 2025 a quota 7,7086 miliardi di euro, in lieve aumento dello 0,3% rispetto al 2024, sostenuto anche da un quarto trimestre in crescita del 4,2% su base annua. Il dato conferma la tenuta del commercio estero provinciale in un contesto segnato dal rallentamento dei mercati europei tradizionali e da uno scenario geopolitico sempre più instabile.
A pesare è soprattutto il calo verso la Germania, che resta il primo mercato di sbocco ma nel 2025 ha registrato una flessione dell’8,6%, pari a 2,2569 miliardi di euro di esportazioni, mentre anche l’Austria ha segnato un arretramento del 6,8%. Più in generale, le vendite verso l’area Ue sono scese del 2,3%, ma la contrazione è stata compensata dalla crescita dei Paesi non europei, dove l’export altoatesino è aumentato dell’11%. In particolare, le esportazioni verso gli Stati Uniti sono salite dell’8,4% a 552,9 milioni di euro, mentre quelle verso l’Asia hanno registrato un incremento del 5,4%.
Secondo Klaus Mutschlechner, vicepresidente di Confindustria Alto Adige con delega all’internazionalizzazione, la capacità di aprire nuovi sbocchi commerciali ha avuto un ruolo decisivo nella tenuta complessiva del sistema produttivo: «Pur nelle difficoltà e nelle incertezze dovute alla situazione geopolitica complessa che si è venuta a creare, le nostre imprese sono state in grado di trainare la crescita. Grazie alla qualità dei prodotti delle nostre imprese hi-tech, all’alta produttività di collaboratori e collaboratrici, a produzioni ad alto valore aggiunto e alla capacità di conquistare nuovi mercati, anche nel 2025 l’export altoatesino si è sviluppato positivamente», sottolinea Mutschlechner.
La struttura dell’export provinciale resta fortemente legata alla manifattura, che pesa per oltre l’85% del totale. Nel 2025 il primo comparto per valore esportato è quello dei prodotti alimentari, bevande e tabacco con 1,3188 miliardi di euro e una quota del 17,1%, seguito da macchinari e apparecchi con 1,1283 miliardi e dagli apparecchi elettrici con 1,0015 miliardi. Tra i settori più dinamici figurano anche i mezzi di trasporto, cresciuti del 17,3%, e i prodotti dell’agricoltura, silvicoltura e pesca, saliti del 13,3%.
Sul fronte prospettico, però, il quadro resta fragile. Il conflitto in Medio Oriente, l’aumento dei costi energetici e dei trasporti e il rischio di nuove tensioni sulle catene di fornitura vengono indicati tra i principali fattori di incertezza per i prossimi mesi. «Di fronte ai conflitti che stanno portando all’esplosione dei prezzi dell’energia e dei trasporti, a possibili blocchi delle catene produttive e all’aumento di molte materie prime, è auspicabile che torni a breve un quadro di stabilità. Sul medio e lungo periodo è indispensabile che l’Europa – ma vale lo stesso anche a livello nazionale e locale – adotti politiche industriali che riducano la dipendenza da fonti energetiche e materie prime e aumentino la competitività delle imprese», conclude Mutschlechner.
Nell’immagine in apertura, il Vice-Presidente di Confindustria Alto Adige con delega all’internazionalizzazione, Klaus Mutschlechner (credits ufficio stampa Confindustria Alto Adige).