Edilizia ecosostenibile: «La scelta dei materiali è fondamentale»

Pubblicato il 6 Novembre 2017 in Agenda, Territorio

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«Per costruire in chiave sostenibile dobbiamo tenere conto del ruolo fondamentale svolto dalla scelta dei materiali da utilizzare. Il progettista o l’artigiano, oltre un’approfondita conoscenza di tecniche e materiali, dovrebbe considerare un complesso insieme di fattori quali l’inquinamento, il rispetto per il contesto ambientale nel quale si va ad operare, l’impatto costruttivo, tutte componenti che vanno ad incidere sull’affidabilità e la qualità dell’intervento da realizzare». Con questa riflessione Emilio Corea, presidente della Cna-Shv Costruzioni, introduce la serata informativa per imprenditori e cittadini sul tema «Ecosostenibilità nelle ristrutturazioni e nei piccoli interventi edili». L’appuntamento è in programma mercoledì, 8 novembre, alle ore 18.30, nella Sala polifunzionale Anne Frank, via Mendola 124, a Bolzano.

Relatori della serata di Cna-Shv Costruzioni saranno: Emilio Corea (presidente della Cna Unione Costruzioni) sul tema «I materiali ecosostenibili e lel oro applicazioni»;Roberto Grasso parlerà di «Deumidificazione e risanamento delle superfici umide»; Michele Peruzzo si focalizzerà su «I serramenti esterni»; Giovanni Sarti (Cna-Shv) interverrà su «Il risparmio energetico – Agevolazioni e contributi»; infine Claudio Marsilli su «Pitture e guaine per l’efficientamento energetico».

«Non bisogna guardare solo al risparmio economico»

«Al giorno d’oggi – spiega Corea – la maggior parte delle figure coinvolte nella costruzione o nella ristrutturazione di ambienti è più volta alla ricerca del risparmio economico piuttosto che alla sostenibilità ambientale del lavoro da eseguire. Questa visione di risparmio a corto raggio va però a contrastare quelli che sono due fondamentali concetti in un mercato edile proiettato verso l’ecosostenibilità, ovvero il costo sociale e il costo ambientale. Non si potrà mai parlare di “miglior materiale” o “materiale più ecologico” in maniera generale. Bisogna, invece, che gli operatori del settore (il progettista, l’artigiano o il committente) si orientino verso materiali che possano essere più adatti alla specifica situazione nella quale si trovino coinvolti, ragionando sulla base dei molteplici fattori presenti in quella determinata circostanza, come l’energia consumata dalla produzione, lo smaltimento del prodotto scelto e le caratteristiche chimico-fisiche, tecniche ed economiche dello stesso, per capire se esso è il più adatto in tale contesto».

Materiali «naturali» non sempre sono «ecosostenibili»

Secondo Corea «non bisogna confondere la definizione di “ecologico” o “ecosostenibile”, con quella di “naturale”, perché non sempre coincidono. Un esempio lampante è quello dell’amianto: un insieme di minerali silicati “naturali”, le cui polveri, come tutti tristemente sappiamo, hanno effetti altamente cancerogeni. Esistono un insieme di requisiti affinché un materiale venga definito ecosostenibile che dovrebbero essere soddisfatti: si dovrebbe fare un uso parsimonioso delle materie prime rinnovabili a discapito di quelle non rinnovabili; dovrebbero essere usate preferibilmente materie riciclabili; preferire nella produzione un basso consumo di energia ed acqua; non dovrebbe rilasciare sostanze nocive, scarti e scorie inquinanti durante la lavorazione; dovrebbe garantire durata e riparabilità; gli imballaggi usati per il trasporto ed il confezionamento dovrebbero essere minimi e possibilmente riciclabili; dovrebbe rispettare canoni di elevata attenzione nel costo sociale, ambientale ed economico».

Corea avverte: «Questi parametri, spesso, non vengono presi con la dovuta considerazione e chi costruisce o ristruttura non dà la giusta importanza sull’impatto che può avere la scelta del materiale nel processo di edificazione e nel ciclo di vita dell’edificio. Sarebbe ideale che gli operatori del settore si riappropriassero delle conoscenze necessarie al fine di poter offrire un servizio che possa promuovere un iter progettuale e costruttivo comunque a regola d’arte, ma che non sia condizionato unicamente dalle tendenze di un mercato visto nel presente e che non tiene conto, invece, di eventuali costi futuri sia ambientali, ma anche economici, che una costruzione creata per durare negli anni può portare».

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