Meno energia, più qualità: promossi i 48 depuratori altoatesini

Pubblicato il 22 Novembre 2017 in Infrastrutture, Territorio

depuratori  

Sono 48 i depuratori attualmente attivi in Alto Adige che ogni anno trattano tra i 60 e i 70 milioni di metri cubi d’acqua. «Negli ultimi decenni la Provincia di Bolzano ha investito molto per la realizzazione dei depuratori e della rete di canalizzazione. Ammontano a oltre 972 milioni di euro gli investimenti compiuti a partire dal 1989», afferma l’assessore provinciale all’ambiente ed energia Richard Theiner ricordando il forte impegno che Provincia, Comuni e gestori degli impianti mettono nella manutenzione e negli interventi costanti per garantire lo standard di queste strutture «che svolgono un ruolo di rilievo per mantenere pulite le acque di superficie e di falda», aggiunge Theiner.

Depuratori, piano provinciale chiave per lo sviluppo

In Alto Adige i primi impianti di depurazione biologici sorsero negli anni ’70, il primo grande impianto di questo tipo fu costruito a Naturno per 15mila abitanti. Dopo l’approvazione del piano provinciale per la depurazione delle acque tra gli anni 1975 e 1980, seguì la realizzazione di due impianti di grandi dimensioni, quello di Bressanone nel 1985, per 35mila abitanti, e quello di Bolzano nel 1988, per 150mila abitanti. Negli anni ’90 furono completati altri due grandi impianti, quello dell’Alta Badia nel 1990, per 30mila abitanti, e quello della val Gardena nel 1992, per 42mila abitanti. “Grazie al piano provinciale si crearono i presupposti per ottenere il risultato attuale, ovvero l’allacciamento di circa il 98% di tutti gli abitanti del territorio altoatesino agli impianti di depurazione pubblici tramite la rete di canalizzazione, che corrispondono a oltre 1,6 milioni di abitanti equivalenti” afferma Ernesto Scarperi, direttore dell’Ufficio tutela acque dell’Agenzia provinciale per l’ambiente. “Un ulteriore 1%, insediato ai margini dei nuclei urbanizzati, potrà essere allacciato in futuro, mentre resta un 1,7% non allacciato soprattutto in zone rurali, dove le acque devono essere depurate in loco con piccoli impianti autonomi”, conclude Scarperi.

Qualità di depurazione elevata

Gli sforzi profusi negli anni hanno portato a risultati concreti tanto che negli ultimi dieci anni il livello della depurazione delle acque è su un livello elevato. «L’Alto Adige presenta valori ottimi anche per quanto riguarda il consumo energetico riferito al funzionamento dei depuratori, che negli ultimi anni è in costante diminuzione» riferisce Elmar Stimpfl, tecnico dell’Ufficio tutela acque, responsabile per la formazione degli addetti degli impianti di depurazione. Se nel 2010 venivano consumati 48 milioni di KWh, nel 2016 questo valore si è ridotto fino a raggiungere circa i 40 milioni di KWh. Oltre la metà di questi vengono prodotti utilizzano il biogas derivante dagli impianti stessi o per mezzo di impianti fotovoltaici.

 

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