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Delegazione ungherese in visita da Kompatscher: “Autonomia esemplare”

Pubblicato il 8 Luglio 2019 in Territorio

 

L’Alto Adige rappresenta nel mondo un esempio riuscito di tutela delle minoranze, dove l’Autonomia costituisce lo strumento ideale per superare i conflitti etnici. Una delegazione ungherese ha fatto nei giorni scorsi visita al presidente Arno Kompatscher, con l’obiettivo di consegnare all’Alto Adige un importante riconoscimento per questo ruolo esemplare, ossia una copia originale dell’Andreanum, una Charta dell’autonomia territoriale ungherese risalente al 1224. Una prima copia originale è stata consegnata al Consiglio d’Europa. In seguito a ciò il ministro degli Esteri ha voluto consegnarne una anche all’Alto Adige.

Nel documento il re ungherese Andreas II ha messo nero su bianco per la prima volta i diritti dei cosiddetti “sassoni”. I sassoni provenienti dalla zona del Reno e della Mosella si stabilirono in Transilvania nel XII secolo. Il documento secondo Joseph von Komlóssy, a lungo vice presidente del FUEN (Unione federale delle nazionalità europee), rappresenta il primo riconoscimento di un’autonomia territoriale in Europa. Il documento, chiamato “Andreanum” dal nome del suo estensore, fu sempre confermato dai sovrani successivi e mantenne la propria validità fino al 1853. L’autonomia territoriale garantita al popolo sassone in Transilvania non riguardava solo i diritti civili, ma consentiva anche lo sviluppo dell’identità linguistica e culturale, oltre che la libertà di religione, determinando per oltre 600 anni l’identità dei sassoni nel contesto di una Transilvania multinazionale, multiculturale e multilingue.

All’incontro a Bolzano hanno preso parte Ferenc Kalmár, membro del Consiglio dei ministri ungherese e responsabile del ministero degli Esteri per le minoranze e le relazioni con i Paesi vicini, Jenö Csiszár, console generale per l’Ungheria a Milano, Orsolya Katalin Szabò, console ungherese, Siegfried Brugger, console onorario per il Trentino-Alto Adige, Joseph von Komlóssy, a lungo vice presidente del FUEN, e Melinda Kindl, presidente dell’Associazione Ungheria in Alto Adige. La delegazione era accompagnata da Herbert Dofrmann, europarlamentare altoatesino, e dal professor Christoph Pan dell’Istituto sudtirolese dei gruppi etnici, che guida l’attività del gruppo di ricerca internazionale.

Il presidente Kompatscher ha sottolineato nell’ambito dell’incontro il significato delle minoranze in Europa e ha auspicato una maggiore connessione. “La varietà linguistica e culturale rappresenta una forza” ha detto Kompatscher. “Proprio perché le minoranze vivono in territori di confine esse giocano un ruolo fondamentale per consolidare l’identità europea, abbattendo e superando i confini” ha chiarito Kompatscher.

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