Dazi Usa, l’allarme di Assoimprenditori: «Serve un’Europa ancora più unita»

Pubblicato il 1 Giugno 2018 in Imprese, Territorio

 

Dazi Usa «pericolosi» anche per il mercato dell’Alto Adige. Desta grande preoccupazione l’introduzione dei dazi su acciaio e alluminio, importati dall’Europa, decisa dagli Stati Uniti: circa 500 aziende altoatesine vendono i loro prodotti negli Stati Uniti che, con il 4,3% dell’export totale (poco più di 200 milioni su complessivi 4,8 miliardi di euro), rappresentano il quinto mercato di sbocco per le merci del sudtirolo. Un’eventuale «guerra commerciale» con gli Stati Uniti avrebbe conseguenze dirette sulle imprese locali, che potrebbero essere colpite direttamente o come fornitori di altre aziende che commercializzano con gli Usa.

Così il Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia: «Valuteremo con attenzione le conseguenze e gli effetti sul mercato di questa decisione, ma nell’immediato le cose fondamentali sono tre: la prima è che la UE continui a rimanere unita e non cada nella tentazione di dividersi. La seconda è che ponderi con grande attenzione il possibile impatto della sua risposta, valutando i rischi di una vera e propria escalation che si potrebbe estendere anche ad altri settori industriali. La terza è la necessità di mantenere aperto il dialogo con l’amministrazione americana». Ribadisce questa posizione anche il Presidente di Assoimprenditori Alto Adige, Federico Giudiceandrea: «In occasione della nostra recente Assemblea Generale, di cui proprio Vincenzo Boccia è stato ospite d’onore, i nostri imprenditori hanno sottolineato l’indissolubile legame con l’Europa. Abbiamo ripetuto più volte che proprio l’Alto Adige, terra aperta, plurilingue e piattaforma di incontro, è il cuore dell’Europa. Continueremo a impegnarci affinché l’Europa possa continuare ad essere la prima forza economica a livello globale, con le prestazioni sociali più alte e la miglior qualità della vita. Siamo chiamati a lavorare tutti insieme per rendere l’Europa ancora più forte e unita. In questo processo l’Italia, come membro fondatore dell’UE, ha un ruolo ancora più importante».

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