BBT, i costruttori edili fiutano l’affare. «Bene, ma coinvolgiamo le imprese locali»

Pubblicato il 19 Luglio 2019 in Infrastrutture

 

Le infrastrutture? Buone soprattutto se danno lavoro alle imprese locali. Un dilemma che spesso torna quando si parla di lavori: affidarsi al libero mercato o fare in modo – spacchettando gli appalti – di assegnare tutto in casa? Per i costruttori edili dell’Alto Adige va da sé che la seconda è l’opzione giusta. Ed ecco come commentano l’accordo recente sulla tratta d’accesso a Fortezza del BBT. «L’Alto Adige ha bisogno di infrastrutture moderne ed efficienti: accogliamo quindi con favore la firma del  protocollo d’intesa per realizzare la tratta d’accesso del BBT Fortezza-Ponte Gardena. Ora è fondamentale creare insieme le condizioni necessarie affinché anche le imprese edili locali possano essere coinvolte nell’attuazione di questo progetto», afferma Michael Auer, Presidente del Collegio dei Costruttori Edili.

Il bando di gara per i lavori di costruzione è atteso per il 2020 e il finanziamento previsto ammonta a 1,55 miliardi di euro. «Questa somma da sola fa capire l’importanza dell’opera. Le nostre imprese di costruzione sono pronte a dare il loro contributo e possiedono il know-how necessario per soddisfare gli elevati standard di qualità che un tale progetto richiede. Affinché sia possibile coinvolgerle, i lavori dovrebbero essere assegnati in piccoli lotti in base a criteri di qualità: l’elettrificazione del treno della Val Venosta è un esempio di successo in questo senso», continua Auer.

Il Presidente del Collegio dei Costruttori Edili è soddisfatto anche del consenso dei Comuni interessati per un’opera infrastrutturale così importante: «Se riusciremo a coinvolgere l’economia locale anche in fase di realizzazione dell’opera, riusciremo a rafforzare ulteriormente l’accettazione da parte della popolazione, perché creeremo posti di lavoro e valore aggiunto in Alto Adige. Se i cittadini vedono che i lavori comportano dei vantaggi anche per chi vive nelle aree interessate, è più facile creare anche tra di loro un clima di favore per i grandi progetti», conclude Auer.

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