Commercio all'ingrosso, i fatturati piangono: in Alto Adige perdite tra il 40 e il 70% in un anno

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I commercianti all’ingrosso dell’Alto Adige nel settore non alimentare lottano ormai da mesi con gravi perdite. “A causa dei ripetuti lockdown nel settore turistico, queste aziende stanno subendo seri cali di fatturato”, afferma Werner Gramm, rappresentante del commercio all’ingrosso nell’Unione, sintetizzando l’attuale situazione. La perdita media di fatturato nel periodo aprile 2020 – marzo 2021 si colloca tra il 40 e il 70 percento – nei tre ultimi mesi anche fino all’85 percento. Una delegazione di aziende del commercio all’ingrosso si è recentemente confrontata in videoconferenza con il presidente dell’Unione Philipp Moser e con il direttore Bernhard Hilpold, con lo scopo di attirare l’attenzione su questa situazione particolarmente precaria.

Moser ha illustrato le due fonti di finanziamento previste dalla Provincia. “Tuttavia, finché i soldi non saranno sul conto delle aziende, non possiamo abbassare la guardia. Ora i soldi devono arrivare velocemente”, insiste il presidente dell’Unione. Per molti grossisti dell’Alto Adige il 2021 presenta un grande punto di domanda, e la grande paura è che, dal punto di vista economico, quest’anno sarà ancora peggio rispetto al 2020. “Ciò di cui abbiamo bisogno ora sono possibilità di programmare e chiarezza su quando si potrà tornare a lavorare. Aiuterebbero una strategia chiara e campagne di vaccinazione. I molti provvedimenti connessi ai lockdown e le continue modifiche delle misure sono davvero di poco aiuto”, spiega Gramm.

Un’altra chiara richiesta delle aziende del commercio all’ingrosso è il sostegno agli investimenti. “Per molte aziende del settore non-food è vitale prevedere contributi per investimenti nel turismo, come avviene in Austria, ma anche in Trentino. Sul lungo termine un simile provvedimento risulta più sostenibile. In caso contrario c’è il rischio che le aziende turistiche smettano di fare investimenti per un lungo periodo”, hanno chiarito i vari partecipanti alla videoconferenza. Questa possibilità di finanziamento dovrebbe essere sostenuta nell’ambito delle ulteriori trattative con i competenti uffici provinciali.

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