Botteghe Cultura, inaugurazione a Don Bosco

Pubblicato il 30 Settembre 2017 in Culture

 

Incontri, workshop, laboratori aperti ai cittadini. I quattro negozi-cultura di Don Bosco, che questa estate hanno mosso i primi passi, hanno aperto la propria attività al quartiere. Le «Botteghe di cultura» – quattro spazi commerciali in edifici Ipes trasformati in laboratori culturali – hanno ospitato per un giorno i cittadini del quartiere per presentare le proprie attività e offrire attività formative alla cittadinanza. «L’iniziativa – ha spiegato l’assessore provinciale alla cultura italiana, Christian Tommasini – è nata dalla convinzione della necessità di sviluppare una nuova idea di società all’insegna di un ‘welfare generativo’, in grado, cioè, di generare, grazie alla cultura, lavoro, inclusione e relazioni sociali con ritorni positivi per lo sviluppo della società e del territorio».«Sono 45 anni – ha aggiunto Primo Schönsberg, vicepresidente dell’Ipes – che l’istituto scommette sul futuro, e ha deciso di farlo con entusiasmo anche in questa occasione con l’obiettivo di rendere la città migliore».

Botteghe cultura: due anni di sperimentazione

Il progetto sperimentale sarà monitorato nel corso dei due anni di durata. Se l’obiettivo del coinvolgimento degli abitanti sarà centrato, potrà essere esteso ad altri quartieri a vantaggio di nuove realtà. «Le periferie urbane – afferma il direttore della ripartizione cultura, Claudio Andolfo – si dimostrano il terreno ideale per l’innovazione. Ed è la cultura a sviluppare gli strumenti, come il progetto Botteghe di cultura, in grado di valorizzarne la grande vitalità che si respira nei negozi di vicinato o nelle tante associazioni attive tutto l’anno».

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Botteghe Cultura: le quattro realtà

«Il Culture Corner vuole essere uno spazio culturale e un punto di incontro per il quartiere Don Bosco», ha detto Massimo Moretti. Posto all’angolo tra via Bari e via Parma, «l’angolo» propone attività di intrattenimento e animazione culturale per tutte le età, raccoglie spunti e proposte per rendere il quartiere più vivo e sicuro, fornisce  informazioni sulle iniziative culturali e sul mondo della cultura cooperativa. COOLtour, proposto dall’associazione La Strada in via Sassari 13 b, prevede un esperimento di giornalismo partecipato in cui protagonisti sono i giovani. «Il nostro progetto vuole fornire la possibilità di una formazione continua, con la possibilità di progettare insieme percorsi di crescita sia dei singoli individui che dell’intera comunità», ha detto Roberta Catania. Proposta simile quella dell’adiacente (via Sassari 13/c) Youth Magazine in cui una redazione di ragazzi racconta, attraverso il loro sguardo, il territorio. «Il nostro scopo è quello di contribuire a formare i giovani utilizzando tutti i nuovi linguaggi espressivi», ha spiegato Antonio Longo. Don Bosco Social, proposta invece dal consorzio di cooperative Social Innovation Südtirol in piazza Don Bosco 7 d, si pone l’obiettivo di diventare un punto di riferimento per il quartiere. «In queste settimane – ha spiegato Matteo Grillo – si sono avvicinate molte decine di persone e il consorzio si è allargato, passando da 7 a 10 cooperative. Questi dati rendono bene lo spirito dell’iniziativa, dal momento che lo spazio mira a diventare punto di aggregazione».

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