Alto Adige: aumentano i dipendenti e cala la disoccupazione

Pubblicato il 19 Ottobre 2016 in Imprese, Lavoro, Territorio

Barometro Ipl  

Il Barometro Ipl è un’indagine condotta quattro volte all’anno (primavera, estate, autunno e inverno) che rileva il clima di fiducia dei lavoratori dipendenti altoatesini. Il sondaggio telefonico interessa 500 lavoratori ed è rappresentativo per l’Alto Adige. Per l’economia altoatesina la parte preponderante dei lavoratori dipendenti intervistati prevede per i prossimi 12 mesi un miglioramento della situazione economica. I dati amministrativi confermano che il mercato del lavoro ha ripreso slancio: nell’ultimo semestre il numero di lavoratori dipendenti è aumentato del +2,4% e il tasso di disoccupazione ufficiale è sceso al 3,7%. Anche l’indagine IPL testimonia la ritrovata vitalità del mercato del lavoro: infatti, il 18% dei lavoratori dipendenti si è  attivato almeno una volta per cercare un nuovo lavoro. Si riduce la preoccupazione di trovare un posto di lavoro equivalente, qualora la situazione lo richiedesse. Allo stesso tempo il proprio posto di lavoro viene percepito un po’ meno sicuro di quanto rilevato nelle indagini precedenti. Il recente andamento del mercato del lavoro richiede però anche una lettura differenziata. «Aumentano i posti di lavoro, ma non i salari» puntualizza il Direttore IPL Stefan Perini. Come rilevato recentemente dall’Astat, le retribuzioni dei dipendenti nel settore privato nel periodo 2009-2014 sono diminuite mediamente del -2,8% in termini reali. «L’economia altoatesina più che un problema di crescita ha un problema di distribuzione» osserva Perini.

Tasso di crescita economica per il 2017: +1,4%

Lo scenario internazionale è stato tutt’altro che favorevole. Ciò nonostante l’economia altoatesina è ritornata in salute: si è visto un ritorno alla normalità in importanti settori quali l’edilizia, una ristabilita situazione di piena occupazione e una pronunciata stabilità congiunturale in molti altri comparti dell’economia. Per il 2017 l’IPL prevede un aumento del tasso di crescita per l’economia altoatesina pari al +1,4%.
La formazione professionale incide sulla competitività internazionale. Nel confronto europeo, l’Alto Adige deve recuperare. Inoltre, va ravvisato il differente accesso alla formazione in Alto Adige. Chi lavora nel settore pubblico ha più possibilità rispetto al privato, i collaboratori con contratto a tempo indeterminato più di quelli a tempo determinato, quelli a tempo pieno più dei part time e gli uomini più delle donne. Il 71% dei lavoratori dipendenti negli ultimi 12 mesi ha partecipato ad almeno una iniziativa formativa. Solo di rado sono stati obbligati alla partecipazione dal datore di lavoro – nella gran parte dei casi è avvenuto per interesse personale o per svolgere meglio le proprie mansioni sul lavoro.  Le motivazioni fornite da coloro che non si sono formati sono la non necessità di attività di formazione e la negata approvazione da parte del datore di lavoro. Infine è da notare che aumenta il gap tra competenze possedute e competenze necessarie rispetto agli anni passati, poiché una crescente parte dei lavoratori si ritiene o sovraqualificata o sottoqualificata. Capacità di adattarsi, flessibilità e saper lavorare in team: a detta dei lavoratori dipendenti sono queste le competenze fondamentali nel mondo del lavoro odierno.

«A fronte della tenuta dell’economia e ora di una ripresa, constatiamo invece una riduzione in termini reali di stipendi e salari in molti settori. Bisogna cambiare» afferma il Presidente IPL Toni Serafini. «Il mercato del lavoro è in ripresa: lo scorso semestre sono stati creati molti nuovi posti di lavoro – dichiara l’Assessora al lavoro Martha Stocker –. Tuttavia dobbiamo rimanere realisti e non illuderci che si prosegua a questi ritmi: l’offerta di forza lavoro inizia a scarseggiare e dai prossimi mesi dovremo abituarci a tassi di crescita più contenuti. Oltre a nuovi posti di lavoro anche l’aumento degli stipendi favorisce un clima di lavoro positivo, ma su questo fronte per i lavoratori dipendenti ad oggi non si è riscontrato ancora alcun miglioramento».

La situazione internazionale

Le condizioni generali a livello di Unione europea rimangono in larga parte favorevoli: tassi di interesse bassi, euro debole e inflazione contenuta. Tuttavia aumentano i fattori di incertezza: a livello mondiale le elezioni presidenziali negli Stati Uniti, le tensioni tra i paesi NATO e la Russia e i conflitti militari in Medio OmkMK– Institut für Makroökonomie und Konjunkturforschung di Düsseldorf prevede i seguenti tassi di crescita economica: Stati Uniti +2,1%, area euro +1,2%, Germania +1,3%, Austria +0,9% e Italia +0,4%. In Italia gli indicatori di fiducia, pur rimanendo su buoni livelli, si mostrano in frenata dalla primavera 2016, sia sul lato imprese che su quello dei consumatori. Il premier Renzi è riuscito ad incamerare qualche buon risultato sul fronte del mercato del lavoro e nel risanamento dei conti pubblici, tuttavia molti osservatori legano il futuro del Governo all’esito del referendum del 4 dicembre.

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