Aumenta lo scetticismo dei lavoratori altoatesini verso il futuro

FacebookTwitterLinkedInWhatsAppEmail

La terza ondata di Covid-19 ha tenuto in pugno l’economia altoatesina, almeno nel primo trimestre del 2021. Ecco quanto si evince dal focus settoriale del Barometro IPL. Lavoratrici e lavoratori dipendenti di tutti i settori economici sono rimasti molto prudenti nelle loro aspettative per quanto concerne il futuro andamento dell’economia altoatesina. “Considerato il momento dell’indagine questo atteggiamento cauto è più che comprensibile”, dichiara il Direttore IPL Stefan Perini. “Si consideri che nei primi 3 mesi dell’anno l’occupazione dipendente in Alto Adige è calata del -8,0%. A detta dell’IPL l’attuale cornice non è ancora sufficientemente favorevole per cambiare lavoro”.

Dopo aver passato un inverno caratterizzato da incertezze legate all’avvio (o no) della stagione turistica e continui “apri e chiudi” decisi dalla Giunta provinciale, nell’edizione primaverile del Barometro IPL le lavoratrici ed i lavoratori dipendenti altoatesini continuano ad esprimere scetticismo ed un atteggiamento “attendista”. Le aspettative per l’andamento economico dell’Alto Adige nei prossimi 12 mesi si ridimensionano considerevolmente in tutti i settori economici, in particolare nell’edilizia (-38 punti indice in 12 mesi) e nel settore alberghiero e della ristorazione (-20). Sorprendentemente si assiste ad un calo della fiducia anche nel settore storicamente considerato più stabile e sicuro, ovvero il settore pubblico (-18). “Nonostante il procedere della campagna vaccinale, gran parte dei lavoratori dipendenti altoatesini, ancora in marzo, guardava al futuro con scetticismo e non credeva in una forte ripresa nel brevissimo periodo”, spiega il ricercatore Matteo Antulov, che all’interno dell’Istituto cura il Barometro IPL.

Sul fronte occupazionale, la parte preponderante dei lavoratori altoatesini si attende che la disoccupazione nei prossimi 12 mesi in Alto Adige aumenti. Questo atteggiamento è comune a lavoratrici e lavoratori di tutti i settori. La preoccupazione di perdere il proprio posto di lavoro viene descritta decisamente alta nell’alberghiero, ma è in aumento anche nell’edilizia. Se il rischio di perdere il proprio posto di lavoro non è percepito come imminente, ciò è probabilmente riconducibile anche al fatto che il generico divieto di licenziamento dei lavoratori dipendenti a tempo indeterminato è stato prorogato al 30 giugno 2021 (ai sensi del D.L. 22 marzo 2021 n. 41, per determinati settori in crisi tale divieto è esteso fino al 31 ottobre 2021).

Parallelamente si assiste ad un aumento delle difficoltà a trovare un posto di lavoro equivalente. “Chi ha un lavoro se lo tiene stretto e chi lavora in un settore in difficoltà spesso cerca nuove opportunità”, puntualizza Antulov. “Il 22% dei lavoratori dell’alberghiero, ad esempio, si è attivata negli ultimi 12 mesi per cercare un nuovo impiego.”

Ti potrebbe interessare