Artigianato, cala la “mortalità” d’impresa: cessazioni sotto le 80mila l’anno

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Economia. Lo stock di imprese artigiane chiude il 2025 in sostanziale tenuta e nel Nord Est il numero di imprese artigiane risulta in aumento, con un +1,5% in Trentino Alto Adige. Nel quadro nazionale, pur con un saldo complessivo del sistema produttivo superiore a 56mila imprese, CNA segnala che la performance dell’artigianato è in linea con i risultati del periodo 2021–2024.

Secondo l’elaborazione dei dati Unioncamere/Movimprese citata da CNA, la tenuta è legata soprattutto al calo delle chiusure: il valore medio delle cessazioni si attesta a poco più di 79.000 l’anno, mentre tra il 2009 e il 2020 la media annua superava quota 105mila. La discesa della “mortalità” d’impresa, per l’associazione, indica che le imprese artigiane hanno fatto tesoro delle crisi globali e oggi appaiono più solide che in passato, nonostante la piccola dimensione e il ruolo spesso inserito in filiere guidate da aziende più grandi.

Sul dato regionale interviene il presidente di CNA Trentino Alto Adige Cristiano Cantisani: «La tenuta dell’artigianato conferma la grande capacità delle piccola impresa di adattarsi ai cicli negativi e alle profonde trasformazioni dei mercati». A livello nazionale CNA richiama anche la necessità di modernizzare la legge quadro sull’artigianato, che risale al 1985, e indica nella delega al Governo prevista nella legge annuale sulle Pmi un’opportunità per ridare slancio al comparto.

Resta però un tema di prospettiva sul lungo periodo. La direttrice Lorena Palanga collega i prossimi interventi soprattutto agli incentivi: «è necessario lavorare a una fiscalità di vantaggio per le nuove imprese e, in particola modo, a uno strumento fiscale per favorire l’avvicinamento dei giovani all’imprenditoria».

Nell’immagine in apertura, Il Presidente di CNA Cristiano Cantisani e la direttrice CNA Lorena Palanga (credits Ufficio Stampa CNA Alto Adige)

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