Alexander Rieper delinea le sfide strategiche per le imprese altoatesine

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Economia.  Le imprese altoatesine affrontano il 2026 sospese tra una solidità economica interna senza precedenti e la necessità di navigare in un contesto geopolitico globale profondamente instabile. Nel suo discorso al ricevimento degli imprenditori di Confindustria, ospitato nella sede di Alpewa Srl a Bolzano, il Presidente Alexander Rieper ha individuato nella carenza di manodopera, transizione ecologica onesta e ridefinizione culturale della digitalizzazione le sfide prioritarie per evitare che il territorio perda la propria posizione di leadership europea. In un momento descritto come un vero e proprio punto di svolta, la capacità di attrarre talenti e di semplificare i processi burocratici diventa il fattore determinante per trasformare i rischi della trasformazione globale in opportunità di crescita generazionale.​

L’Alto Adige mantiene attualmente una performance di rilievo, posizionandosi al 13esimo posto tra le 240 regioni europee e al primo in Italia per Pil pro capite, con una condizione di piena occupazione. Questa dinamica ha permesso alla Provincia di disporre per il 2026 di un bilancio record da quasi 9 miliardi di euro, alimentato dal contributo di industria, artigianato, turismo, agricoltura e servizi. Tuttavia, Rieper ha ammonito sulla precarietà di tali equilibri: «Si osservano gli eventi che stanno accadendo nel mondo, ma anche qui in Alto Adige, ci si rende conto che stiamo vivendo un periodo particolare. Che ci troviamo a un punto di svolta, in cui si deciderà se andremo avanti o indietro. La direzione che prenderemo nei prossimi mesi non avrà solo effetti a breve termine, ma sarà determinante per gli anni a venire».​

Sul fronte del capitale umano, l’allarme riguarda il cambiamento demografico che porterà alla perdita di circa 30.000 lavoratori nei prossimi dieci anni, aggravata dalla fuga annuale di mille giovani verso altri territori. Per invertire questa tendenza, l’associazione punta sull’integrazione delle donne nel mercato del lavoro, su un’immigrazione gestita e sulla creazione di alloggi a costi sostenibili attraverso iniziative come la Fondazione Abitare. «Dobbiamo offrire delle prospettive ai nostri giovani. Noi imprenditori e imprenditrici sentiamo particolarmente questa responsabilità verso la società. Da anni coltiviamo un dialogo costante con scuole e università. In questo ambito ci impegneremo ancora di più: dobbiamo mostrare le straordinarie opportunità di carriera offerte dalle nostre imprese».​

Rieper ha inoltre denunciato la discrepanza tra il valore reale dell’industria, che genera un quarto del Pil provinciale occupando solo lo 0,3% della superficie, e la percezione pubblica del settore, spesso ancora legata a modelli produttivi superati. I dati evidenziano come le aziende industriali paghino retribuzioni superiori del 40% alla media locale, grazie a un valore aggiunto per dipendente di 138.000 euro che rappresenta un’eccellenza in Europa. In questa prospettiva, la transizione ecologica non deve essere vissuta come un fattore di costo ma come un vantaggio competitivo, a patto di accettare tutte le soluzioni tecnologiche disponibili, compreso lo stoccaggio energetico e il pompaggio idroelettrico.​

La chiusura dell’intervento ha rimarcato la qualità tecnologica delle aziende locali, spesso “campioni nascosti” che operano in settori ad altissima specializzazione, dai componenti per capsule spaziali alle tecnologie alpine. «Le nostre imprese sono leader mondiali nelle tecnologie alpine. Realizzano prodotti eccezionali nel settore alimentare. Sono pioniere dell’edilizia sostenibile. Sviluppano soluzioni digitali per il futuro. Trasformano rottami di acciaio e alluminio in nuovi prodotti come protesi sanitarie o componenti per capsule spaziali». Secondo Rieper, solo una maggiore fiducia reciproca tra settore pubblico e privato, unita alla coesione europea, potrà garantire la competitività e il benessere dell’Alto Adige nel lungo periodo.​

Nell’immagine in apertura il Presidente di Confindustria Alto Adige Alexander Rieper (credits Uff. Stampa Confindustria Alto Adige)

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