Accordo Ue-India, Confindustria Alto Adige guarda al mercato da 1,5 miliardi e alle ricadute per l’export locale​

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Economia. L’intesa raggiunta tra Unione Europea e India sull’accordo di libero scambio apre una nuova fase nei rapporti commerciali tra Bruxelles e Nuova Delhi, con potenziali effetti anche per l’economia altoatesina, secondo Confindustria Alto Adige. Il presidente Alexander Rieper ricorda che oggi l’Alto Adige esporta verso l’India merci per circa 40 milioni di euro, pari allo 0,5% delle esportazioni complessive provinciali. «A prima vista può sembrare poco, ma ciò che conta è l’enorme potenziale di crescita di questo mercato», sottolinea Rieper.​

Confindustria Alto Adige richiama la dimensione del bacino indiano, stimato in circa 1,5 miliardi di abitanti,  collegando l’accordo alla prospettiva di una zona di libero scambio che coinvolgerebbe complessivamente due miliardi di persone, con benefici potenziali per entrambe le parti. L’associazione evidenzia inoltre il profilo di crescita dell’economia indiana e la stabilità democratica del Paese come elementi che rafforzerebbero l’attrattività del mercato per le imprese esportatrici.​

Sul piano settoriale, Rieper indica nell’automotive uno degli ambiti che potrebbero registrare ricadute più rilevanti, considerando dazi doganali attualmente superiori al 100%. Nel perimetro delle opportunità viene citato anche l’high-tech, con riferimento a comparti come elettronica e ingegneria meccanica, dove operano aziende altoatesine orientate ai mercati esteri. Per il settore alimentare, la prospettiva di riduzioni dei dazi viene letta come un possibile canale di sviluppo per alcune produzioni, tra cui vino, birra, prodotti da forno e dolciumi, con effetti attesi nel medio termine sulle esportazioni.​

Dopo l’intesa politica, Confindustria Alto Adige chiede che i passaggi successivi procedano rapidamente per arrivare all’entrata in vigore dell’accordo nel più breve tempo possibile. Nel quadro più ampio, l’associazione ribadisce una posizione favorevole agli accordi di libero scambio come leva per ridurre ostacoli al commercio e barriere burocratiche, con possibili ricadute sulla crescita delle imprese orientate all’export. In questa prospettiva viene richiamata anche l’auspicio di una rapida attuazione dell’accordo con il Mercosur, considerato un ulteriore dossier rilevante per la competitività europea nell’attuale contesto geopolitico ed economico.

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