Museion, il Comune spegne la musica e mette «in pausa» il festival techno
Bolzano, si sa, non è una città su misura per giovani. E il Comune sembra volerlo rimarcare spesso e con convinzione attraverso ordinanze e divieti che vanno a punire il divertimento dei ragazzi nel centro storico. Dopo la lunga diatriba legata a piazza Erbe ora tocca al caso Museion. Il museo d’arte contemporanea ha organizzato per sabato 27 agosto un evento gratuito di musica techno no-stop sui prati del Talvera, subito dietro la struttura. Una giornata di musica, arte e divertimento pensata soprattutto per i più giovani che, secondo un primo programma, doveva iniziare alle 10 di mattina e terminare alle 22. Un ultimo grande evento per salute l’estate che sta finendo, diciamo. Il Comune di Bolzano ha deciso però di imporre diverse pause al festival, spegnendo le casse tre le ore 13 e le 14, tra le 17 e le 18, e obbligando una chiusura anticipata delle esibizioni musicali alle 21.30. Una decisione presa attraverso un’ordinanza pensata per tutelare i prati dal degrado e dalla sporcizia e garantire la quiete pubblica in determinati orari, e che ha costretto gli organizzatori – amareggiati e stupiti – a ripensare la lineup inserendo due dibattiti per coprire i buchi: alle 17 andrà in scena il talk “L’influenza delle ordinanze sulla cultura negli spazi pubblici e la loro gestione del tempo”, mentre alle 21.30 avverrà la presentazione del manifesto dei collettivi di subcultura dell’Alto Adige.
E insomma ci risiamo. Appena spunta un evento che esce dai classici canoni di compostezza imposti dal centro storico ecco che arriva la stangata del Comune. Come qualche anno fa quando gli organizzatori di uno dei tanti Uniparty della Lub dovettero annullare tutto perché il Comune aveva limitato il tempo concesso per la musica dal vivo dalle 20 alle 21 in un venerdì di giugno. E poco importa se questa volta l’appuntamento si svolge sui prati del Talvera, quindi in un posto all’aperto e lontano dall’agglomerato di appartamenti e case: la musica andrà spenta comunque in un orario in cui, a poche centinaia di metri di distanza, i turisti continueranno a passeggiare e nei ristoranti si cenerà ancora. Difficile pensare a Bolzano come una vera città universitaria aperta ai giovani se poi la si gestisce come una casa di riposo. E quindi via libera in città a manifestazioni di dubbio interesse culturale come ‘Piazza Walzer’ e ‘Castelronda’ (giusto per citarne due) pensate soprattutto per turisti e anziani, tanto spazio ai plateatici e ristoranti, ma poca attenzione verso i giovani e il loro bisogno di spazi. Ma forse è vero, la via delle ordinanze è sempre quella più semplice. Ma anche la più triste.
Alexander Ginestous