Tirolo, un parere legale conferma: «Divieto settoriale di circolazione va contro diritto Ue»

Insieme ai propri partner italiani ed esteri la Camera di commercio di Bolzano si batte da anni per un traffico merci libero e sostenibile lungo l’asse del Brennero. Da tempo si è messa in discussione la legittimità dei divieti di circolazione previsti per il traffico di transito, motivo che ha spinto a chiedere un parere legale sulla compatibilità con il diritto comunitario del divieto settoriale di circolazione in Tirolo. Nel suo parere il Prof. dott. Hilpold, docente di diritto comunitario presso l’Università di Innsbruck, analizza inizialmente la sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE) in merito al divieto settoriale di circolazione in vigore nel 2011. In tale sentenza la CGUE stabilì i criteri con i quali misurare la conformità del divieto settoriale di circolazione con il diritto comunitario. In particolare, si tratta di valutare e definire chiaramente la proporzionalità delle misure restrittive. Nel 2011 la CGUE concluse che tali criteri non risultavano soddisfatti e che il divieto settoriale di circolazione era dunque in collisione con il diritto comunitario.

Per valutare la conformità del nuovo divieto settoriale di circolazione, il Prof. dott. Hilpold ha analizzato l’idoneità, la necessità e l’adeguatezza delle misure previste. Una delle eccezioni sollevate è la scelta arbitraria e discriminante dei “beni compatibili con il trasporto su rotaia”. Ad esempio, nel caso dei “cereali” il divieto settoriale di circolazione ha penalizzato palesemente l’industria altoatesina. Inoltre, non risultano essere state prese misure precise per evitare l’abuso e l’elusione del divieto da parte delle aziende tirolesi. Recentemente anche la Commissione europea ha risposto a un’interrogazione del Parlamento, precisando di non conoscere misure o provvedimenti presi a tale scopo, nonostante nel 2009 l’Austria avesse assicurato alla CGUE l’introduzione delle stesse.

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Il pericolo di abuso ed elusione è legato in particolare all’applicazione al divieto settoriale della disciplina del traffico con origine o destinazione. Nel 2011 la CGUE aveva ammesso la possibilità di prevedere delle deroghe al divieto per il traffico regionale. Tuttavia, il Tirolo aveva esteso tale deroga anche al traffico a lunga distanza con origine o destinazione nella zona principale del Tirolo. L’inclusione di traffici a lunga distanza in queste deroghe contrasta con l’intera logica dell’eccezione prevista per il traffico regionale e non regge quindi di fronte al diritto comunitario.

Per quanto concerne poi l’obiettivo di natura ambientale del divieto, si pone la domanda se, di fronte a dati sui valori dell’aria in significativo miglioramento che praticamente soddisfano le prescrizioni europee, siano ammesse ulteriori restrizioni. I miglioramenti da raggiungere non sarebbero più in alcun modo proporzionali alle limitazioni della libera circolazione delle merci. I progressi tecnologici e l’innovazione tecnica che comportano continue riduzioni dell’emissione inquinante degli autocarri devono anche portare a un adattamento dei provvedimenti di restrizione. Inoltre, alla luce delle dichiarazioni ufficiali del Governo tirolese, che come obiettivo delle restrizioni non raffigurano primariamente l’inquinamento bensì la riduzione dei transiti di autocarri in Tirolo, l’idoneità dei divieti di circolazione come limitazione conforme al diritto comunitario va messa sostanzialmente in discussione, in quanto la limitazione del transito in sé non è un obiettivo degno di tutela per il diritto comunitario.

Nell’ambito della collaborazione transfrontaliera l’11 febbraio il parere legale sarà esposto anche in Germania; alla presentazione parteciperanno l’Europarlamentare Markus Ferber e il Ministro dei Trasporti bavarese Kerstin Schreyer, oltre a rappresentanti della Camera dell’industria e commercio di Monaco e delle associazioni economiche federali. Il parere sarà trasmesso anche alla Commissione europea. Il divieto settoriale di circolazione non è solo un problema per le regioni o nazioni confinanti con il Tirolo, ma rappresenta anche una violazione del principio fondamentale del libero traffico di merci all’interno dell’UE. Per questo la Camera di commercio di Bolzano è in stretto contatto con Bruxelles affinché vengano finalmente presi tutti i provvedimenti necessari.

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