Sale da gioco, divieto di vicinanza esteso anche alle strutture sanitarie

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La provincia di Bolzano è da tempo impegnata a contenere e combattere il fenomeno del gioco d’azzardo patologico. Oltre a richiedere l’applicazione di regole più restrittive, rispetto a quelle stabilite a livello nazionale, la Giunta provinciale ha aggiornato l’elenco dei luoghi sensibili vicino ai quali non potranno essere aperte sale da gioco. A 300 metri di distanza dai luoghi sensibili: è questo il raggio d’azione all’interno del quale vige il divieto di aprire sale da gioco, con l’obiettivo di salvaguardare determinate categorie di persone e prevenire la diffusione del gioco d’azzardo patologico.

Oltre a scuole e centri giovanili, la Giunta provinciale ha stabilito quali altre strutture debbano essere considerati luoghi sensibili, puntando l’attenzione sulle strutture sanitarie e socio-assistenziali. L’elenco comprende distretti sociali e sanitari, sedi delle Comunità comprensoriali, servizi per le dipendenze, servizi psicologici, centri di salute mentale, servizi di pneumologia, punti d’incontro per persone che soffrono di problemi psichici, nonché istituzioni e cooperative sociali che accolgono e assistono persone affette da patologie psichiatriche o di dipendenza. In quest’ultimo elenco figurano, ad esempio, l’ambulatorio «Hands ed exit» dell’associazione La Strada-Der Weg. «Oltre ai giovani – spiega l’assessora alle politiche sociali, Martha Stocker – dobbiamo tutelare e salvaguardare le persone che affrontano un periodo di crisi della propria vita ed evitare che possano sviluppare patologie legate al gioco d’azzardo. La delibera approvata dalla Giunta provinciale si muove proprio in questa direzione». Nel 2017, a livello nazionale, gli introiti prodotti dal gioco hanno raggiunto quota 10,5 miliardi di euro, oltre la metà dei quali legati alla crescita esponenziale di slot machine e altre «macchinette».

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