Barometro dell'IRE, incertezza globale e caro energia rallentano le imprese altoatesine
Economia. L’estate 2026 conferma una frenata del clima di fiducia tra le imprese altoatesine. Secondo il barometro economico dell’IRE, l’indice relativo è sceso di 3,7 punti, attestandosi a +15,9. A moderare le aspettative sono l’incremento dei costi di produzione e una competitività sotto pressione, legati al conflitto tra Stati Uniti e Iran e ai blocchi dello stretto di Hormuz, che continuano a incidere sui prezzi dell’energia e sull’inflazione globale. In questo contesto gli investimenti si confermano stagnanti, mentre il fatturato dovrebbe continuare a crescere grazie all’aumento dei prezzi di vendita, anche se con un ritmo più contenuto rispetto allo scorso anno. A trainare la crescita saranno soprattutto le imprese di maggiori dimensioni, mentre le realtà con meno di dieci dipendenti prevedono un calo delle vendite. Nonostante il quadro complesso, prevale un cauto ottimismo. L’89% delle imprese altoatesine ritiene infatti di poter chiudere anche quest’anno con una redditività quantomeno soddisfacente. Le prospettive migliori riguardano i settori del turismo e dei trasporti, mentre il commercio al dettaglio e le cooperative agricole guardano al futuro con maggiore prudenza. A dare segnali incoraggianti è anche il mercato del lavoro che conferma una crescita del 2% rispetto all’anno precedente. Le imprese continuano inoltre a cercare personale, seppur in leggero rallentamento rispetto alla scorsa primavera.

Clima di fiducia nell’economia altoatesina: andamento fino al 2025 e previsioni per il 2026 (fonte IRE)
Il rallentamento registrato dalle imprese altoatesine è solo una tessera di un mosaico molto più ampio. Dalle rotte commerciali del Golfo Persico fino alle aziende del territorio, la crisi internazionale continua a propagare i suoi effetti, alimentando il rincaro dell’energia, facendo salire l’inflazione e frenando la crescita. Secondo le ultime stime dell’OCSE, il quadro internazionale è diventato più incerto. Oltre alla guerra tra Iran e Stati Uniti, continuano a pesare il conflitto tra Ucraina e Russia e le tensioni commerciali globali. Per questo motivo l’organizzazione ha corretto al ribasso le stime di crescita del PIL globale, portandole dal 3,4% della primavera all’attuale +2,8%. Anche l’Europa risente dell’aumento dei costi energetici. L’Eurozona dovrebbe fermarsi allo 0,8%, mentre l’Italia farà ancora più fatica, con un PIL previsto in aumento di appena mezzo punto. A sostenere l’economia italiana sarà soprattutto il contributo del PNRR, mentre il mercato del lavoro continua a mostrare segnali positivi, con il tasso di disoccupazione che è sceso al 5,0%.
Economia altoatesina: clima di fiducia nel 2025 e nel 2026 per settore (fonte IRE)
In Alto Adige la prudenza è ormai la parola d’ordine, ma non mancano i segnali di incoraggiamento. Se da un lato il clima di incertezza internazionale continua a frenare la fiducia delle imprese, condizionando investimenti, costi di produzione e consumi, dall’altro il territorio continua a mostrare alcuni punti di forza. Il turismo mantiene infatti un andamento positivo e il mercato del lavoro continua a dare prova di solidità. L’IRE prevede per il 2026 una crescita del PIL altoatesino dello 0,6%, a condizione che il traffico commerciale nel Golfo Persico torni progressivamente alla normalità. Per il presidente della Camera di commercio, Michl Ebner, la risposta alle difficoltà non può che passare dagli investimenti e dall’innovazione: «In queste fasi di forte incertezza, il sostegno pubblico agli investimenti in innovazione e in digitalizzazione è ancora più importante per preservare la competitività delle imprese, accrescerne la produttività e difendere così occupazione e redditi delle famiglie».
Redditività nell’economia altoatesina: andamento fino al 2025 e previsioni per il 2026 (fonte IRE)

