L’impresa del mercato globale: ecco le 4 mosse secondo il mindset Silicon Valley

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Innovazione. Non serve un prodotto perfetto per competere a livello globale. Serve agire velocemente, comprendere le differenze del mercato a cui si vuole puntare e comunicare la propria offerta con chiarezza, andando dritti al punto. Sono questi gli elementi che Carlo Rivis, direttore dei programmi di INNOVIT a San Francisco e founder di Silicon Valley Club, ha portato al NOI Techpark di Bolzano per le imprese altoatesine che ambiscono all’espansione internazionale. L’iniziativa «Silicon Valley Mindset», organizzata da Silicon Valley Club e dall’agenzia di comunicazione Blum, ha offerto alle aziende le chiavi del mindset internazionale, presentando alcuni metodi di approccio che costituiscono il metodo per competere efficacemente con i grandi player globali.

Testare veloce e accettare il rischio
«La Silicon Valley ti insegna a fare business in un modo completamente diverso dal resto del mondo», ha esordito Rivis. Nel corso della serata l’altoatesino ha tracciato un parallelo tra l’ecosistema californiano e quello europeo: dalla Penisola nascono più unicorni e realtà di rilievo perché l’approccio al rischio e alla velocità d’azione segue metriche diverse. Lì non si guarda al fallimento come a un epilogo, ma come a una tappa.

«Sono molto veloci, accettano il rischio ma soprattutto accettano di fallire, cosa che spesso in Italia e in Europa è vista negativamente. Invece in Silicon Valley sono pronti a spendere 100 milioni in un anno e vederli sfumare l’anno successivo per riuscire a provare, testare il mercato. Se non ha funzionato, si passa subito al prossimo progetto», ha raccontato.

Una lezione che non richiede budget da nove zeri per essere applicata. L’importante, ha aggiunto Rivis, è non perdere tempo e imparare a testare il mercato nel modo più rapido possibile. Questo è ciò che permette di accelerare tutto, anche partendo da realtà più piccole.

Comprendere il mercato prima di affrontarlo
L’altra grande svolta per chi cresce in provincia, ma ragiona globalmente, è comprendere che uscire dal mercato locale significa giocare con regole diverse. In Europa le norme sono simili e, nonostante le distanze culturali, i comportamenti d’affari tendono a sovrapporsi. Oltreoceano, invece, il panorama cambia in modo radicale: visto da lontano sembra familiare, ma vissuto sul campo rivela differenze profonde.

«Se un’impresa altoatesina vuole arrivare in Silicon Valley o comunque uscire dal mercato locale, la prima cosa è capire le logiche del suo nuovo target. Noi vediamo questi mercati da lontano, attraverso le news e i telegiornali, e possono sembrare simile al nostro, ma quando li vivi ti rendi conto che le differenze sono sostanziali», ha spiegato.

Per evitare gli scivoloni più comuni, ha continuato l’imprenditore, bisogna partire dall’assunto opposto: capire fin da subito cosa cercano gli interlocutori, come avviene la comunicazione e quali sono le dinamiche locali. Studiare il mindset e adattare il proprio approccio immediatamente è il primo passo, prima ancora di bussare alla porta.

Carlo Rivis

Andare dritti al punto
Capire il mindset del mercato non è solo un esercizio strategico: diventa immediatamente operativo. L’errore più comune, secondo Rivis, è portare in un contesto internazionale le abitudini locali, dove si tende a presentare il contesto per esteso e a diluire il messaggio. Negli Stati Uniti, invece, il tempo è la metrica più preziosa e la comunicazione del valore dell’impresa deve essere immediata. Sul fronte operativo, questo si traduce in incontri estremamente sintetici.

«I business meeting con gli americani possono essere di 5 minuti, per cui sono estremamente brevi. Si va dritto al punto e bisogna essere chiari in che cosa si offre e cosa si chiede. L’imprenditore americano è molto veloce, vuole filtrare l’offerta per capire se sei interessante per loro oppure no», ha precisato Rivis.

Questo significa che la capacità di sintetizzare il proprio progetto, di indicare con precisione cosa si offre e cosa si chiede, diventa un vantaggio competitivo fin dal primo contatto. Chi sa esprimere il proprio valore in modo diretto ha già superato il primo, decisivo filtro.

Costruire fiducia nel tempo
Dopo il primo vaglio, però, la fiducia arriva subito. Si creauna relazione, ma quella stessa fiducia va mantenuta giorno dopo giorno. È un modo diverso di fare business, dove la chiarezza iniziale apre le porte a partnership solide. In questo modello, la prima impressione è un test operativo. Se l’incontro funziona, la relazione parte da un livello di fiducia alto e la sfida diventa allora non perdere quella credibilità. Mantenerla significa continuare a onorare le promesse fatte in quei pochi minuti iniziali, misurarsi con risultati concreti e saper trasformare la rapidità del primo contatto in una collaborazione strutturata nel tempo.

L’incontro ha toccato anche temi come il fundraising e la capacità di validare il mercato, costruire un go-to-market credibile, decidere con rapidità, scegliere le metriche giuste e sviluppare relazioni strategiche con clienti, partner, investitori e altri attori dell’ecosistema. Un confronto prezioso per l’ecosistema altoatesino, dove la qualità delle idee ha bisogno di occasioni di crescita, di connessioni più forti e di un dialogo costante con esperienze imprenditoriali internazionali.

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