BEAM 2026 porta a Bolzano i protagonisti globali dell’hospitality
Eventi. Per due giorni Bolzano si trasforma in un osservatorio internazionale sui nuovi paradigmi dell’ospitalità. Con la terza edizione di BEAM – Hospitality Gamechanger Summit, Fiera Bolzano riunisce alcune delle voci più influenti del settore per discutere di turismo, gastronomia, branding, architettura, design e food innovation, confermando l’Alto Adige come piattaforma di dialogo tra visioni globali e prospettive territoriali.
Il claim dell’edizione 2026, “Lead the Shift”, indica chiaramente l’impostazione del summit: non limitarsi a osservare il cambiamento, ma provare a guidarlo. Più che un semplice incontro su trend futuri, BEAM si propone come uno spazio di confronto autentico tra persone che stanno contribuendo direttamente a ridefinire il significato dell’ospitalità contemporanea. «BEAM nasce con l’idea di creare uno spazio in cui possa svilupparsi un confronto autentico tra prospettive, visioni ed esperienze diverse», spiega Cristina Eberle, Brand Manager di BEAM. «I momenti più interessanti emergono quando persone creative e coraggiose si incontrano non solo per parlare del futuro dell’hospitality, ma per ripensarlo insieme».
A confermare la dimensione internazionale del progetto è la geografia dei partecipanti: a Bolzano arrivano quasi 400 ospiti e professionisti da Italia, Germania, Austria, Svizzera, Paesi Bassi, Scandinavia ed Europa orientale, oltre che da Canada, Emirati Arabi Uniti e India. Un mix che negli anni ha trasformato il summit in un luogo di connessione tra visioni globali e sensibilità locali, in un settore in cui la capacità di dialogare tra culture e modelli diversi diventa decisiva.
Tra i nomi più attesi BEAM 2026 porta a Bolzano Tyler Brûlé, fondatore e chairman del gruppo editoriale Monocle, considerato uno dei riferimenti internazionali per il branding territoriale, la cultura urbana e lo sviluppo delle destinazioni. Atteso anche Nils Persson, Chief Marketing Officer di Visit Sweden, che con la campagna “Swedish Prescription” ha legato il posizionamento turistico della Svezia ai temi del wellbeing, della qualità della vita e del rapporto con la natura. Tornerà inoltre sul palco Andreas Tuffentsammer, chef stellato Michelin e hospitality strategist, portfolio di come il networking generato dal summit possa tradursi in progetti concreti e collaborazioni durature.
«Quando qualcuno come Andreas Tuffentsammer torna a Bolzano per la terza volta – oltretutto con progetti nati durante le conversazioni informali delle precedenti edizioni di BEAM – si comprende davvero il significato del summit: mettere in connessione persone che vogliono costruire qualcosa e dare alle relazioni il tempo necessario per crescere», afferma Thomas Mur, direttore di Fiera Bolzano.
Nel complesso, BEAM 2026 metterà insieme oltre 35 speaker internazionali, cinque lab e masterclass interattive e numerosi momenti di networking. Per l’Alto Adige, l’appuntamento non è solo un evento di nicchia, ma un’occasione per posizionarsi in prima fila nelle discussioni su come stanno cambiando turismo, ospitalità e impatto sociale, in un quadro sempre più attento a esperienza, sostenibilità e identità dei territori.
Nell’immagine in apertura, l’evento di Beam (credits Armin Bauer)