Business forum, firmato il patto per la competitività
Si è concluso il Business Forum a Bolzano: punto d’incontro fra il mondo imprenditoriale e germanico. Ecco la dichiarazione congiunta di Vincenzo Boccia e Ulrich Grillo, i presidenti confindustriali di Italia e Germania, che hanno firmato un patto per la competitività.
«In un periodo in cui l’Europa non sembra poter dare una risposta concreta al bisogno di protezione, sicurezza e prosperità da parte dei propri cittadini, BDI e Confindustria, le due associazioni industriali di Italia e Germania, si sono incontrate a Bolzano in occasione della 6° edizione del Business Forum italo-tedesco per discutere delle due sfide cruciali che stanno minando la coesione europea: la crisi migratoria e la mancanza di sufficiente crescita e investimenti. In previsione di un probabile protrarsi del flusso di rifugiati verso l’Europa, BDI e Confindustria concordano che tale sfida debba essere affrontata a livello europeo. Si tratta di una grande opportunità per colmare il divario tra istituzioni dell’UE e cittadini. Innanzitutto, la scarsa efficacia del sistema di protezione dei confini esterni dell’Unione europea ha portato a un aumento dei controlli all’interno dell’UE, mettendo così a rischio il mercato interno. È nostro forte interesse mantenere e rafforzare la libera circolazione delle merci, dei servizi, dei capitali e delle persone. Maggiori controlli ai confini interni dell’UE potrebbero comportare dei costosi ritardi per le imprese europee. Nonostante gli Stati Membri abbiano già convenuto alcune misure per migliorare la protezione delle frontiere esterne dell’Unione europea, gli imprenditori italiani e tedeschi concordano che la condivisione della gestione delle frontiere esterne tra UE e Stati Membri rappresenti una delle risposte più efficaci alla crisi.
La gestione dell’emergenza migratoria richiede una diversificazione delle fonti di finanziamento, tali da giustificare il ricorso a un “meccanismo di finanziamento mutualizzato”. Inoltre, se non vogliamo che l’intero progetto europeo sia a rischio, noi, rappresentanti della comunità imprenditoriale di Italia e Germania, due paesi fondatori dell’Unione europea, dobbiamo dare una risposta concreta al bisogno di sicurezza, protezione e prosperità dei cittadini europei. Crescita e occupazione sono la risposta migliore al timore che la globalizzazione e il crescente afflusso di migranti possano condurre alla perdita di identità culturale e di posti di lavoro. Un timore che è alimentato ancor di più dal terrorismo e dalle minacce alla sicurezza, dai conflitti internazionali, dal rallentamento della crescita mondiale, dagli alti livelli di disoccupazione, dalla crisi migratoria e dalle richieste d’asilo. BDI e Confindustria concordano pienamente sul fatto che la chiusura dei confini e dei nostri mercati non rappresenti la risposta. Dobbiamo riscoprire e rafforzare i beni comuni europei: pace, libertà, sicurezza, democrazia, prosperità, benessere e lo stesso mercato unico. Senza ritrovare crescita e occupazione, questi beni rischiano di scomparire.
È quindi necessaria un’azione globale, sia a livello nazionale che a livello europeo, che consenta all’Europa di tornare a crescere, di creare posti di lavoro e di essere maggiormente competitiva. Negli ultimi due anni, una serie di eventi negativi ha notevolmente indebolito le prospettive economiche in Europa e nel mondo. La maggior parte delle economie sono a rischio e si trovano in una trappola di basso potenziale di crescita, di bassa inflazione e di scarsa creazione di posti di lavoro. Facciamo appello ai nostri leader politici affinché adottino delle politiche più forti a supporto del rilancio economico e dell’occupazione. Auspichiamo un netto cambio di prospettiva nella definizione della politica economica. Innanzitutto, occorre indicare come prioritario l’obiettivo di avere una crescita economica sostenibile e, successivamente, definire cosa ciò implichi in termini di economia reale. Solo allora si potranno individuare gli strumenti e le risorse necessarie per poi intervenire sui saldi di bilancio. È fondamentale aumentare il volume degli investimenti pubblici in istruzione, ricerca e infrastrutture, nonché maggiori incentivi per gli investimenti privati. In questo ambito, sottolineiamo il bisogno di incoraggiare gli investimenti privati attraverso il ricorso a nuovi incentivi fiscali, con l’obiettivo di ridurre la pressione fiscale per le imprese che investono, tenendo a mente il ben noto divario con i nostri competitor non europei. La politica di bilancio può e deve sostenere con maggior forza tali politiche di lungo termine, utilizzando lo spazio fiscale a disposizione. Le politiche industriali e per l’innovazione devono integrare i tre ambiti di azione tradizionali: la politica monetaria, la politica fiscale e le riforme strutturali. Essendo la politica monetaria già estremamente espansiva, è necessario mettere in campo in maniera decisa ulteriori e importanti sforzi per le riforme strutturali e rafforzare la capacità delle istituzioni, per esempio nel concedere investimenti pubblici di alta qualità. Affinché le tradizionali politiche macro-economiche e strutturali siano efficacemente integrate da forti politiche industriali e per l’innovazione, è necessario il coinvolgimento attivo delle nostre comunità imprenditoriali. Noi, gli imprenditori dei due maggiori paesi manifatturieri dell’Unione europea, abbiamo il dovere di “dare la linea”. Attraverso la crescita e la creazione di posti di lavoro, le imprese possono agevolare l’accettazione e l’attuazione di misure difficili e far fronte ai timori e ai pregiudizi legati a una maggiore integrazione e apertura dei mercati. Gli imprenditori vogliono giocare un ruolo attivo nell’indicare ciò che è necessario fare per rimanere pionieri nell’innovazione e nella capacità di fare impresa. Intendiamo dare indicazioni puntuali ai decisori politici sulle misure necessarie per sostenere la competitività e la crescita in Europa. In questo contesto, oggi BDI e Confindustria hanno deciso di lanciare un Patto per la Competitività, che comprende dodici raccomandazioni chiave da portare avanti con urgenza sia a livello bilaterale, con il supporto dei rispettivi governi, sia a livello europeo:
- definire un quadro strategico a livello europeo per la modernizzazione dell’industria;
- rafforzare il lavoro congiunto su Industria 4.0, gli schemi di promozione degli investimenti in questo settore, la protezione dei dati e la sicurezza informatica;
- rivedere le politiche per l’innovazione a livello nazionale ed europeo;
- fare un miglior uso dei fondi esistenti a sostegno dell’innovazione;
- sostenere la cooperazione interregionale e il coordinamento degli investimenti legati alla modernizzazione industriale;
- applicare il brevetto unico europeo;
- rafforzare gli investimenti nelle infrastrutture a banda larga e istituire un Giganet industriale entro il 2025;
- sviluppare una visione comune su nuovi e avanzati servizi di mobilità, come la guida automatica, la e-mobility e i servizi condivisi;
- perseguire i progetti comuni di interesse europeo sulle tecnologie abilitanti fondamentali;
- sviluppare un approccio politico globale per la regolamentazione del mercato dei prodotti;
- incoraggiare l’imprenditorialità e nuovi modelli industriali di business;
- risolvere le esigenze di finanziamento delle imprese europee.
Fermamente convinte del valore rappresentato da una stretta cooperazione, BDI e Confindustria intendono lavorare insieme per il raggiungimento di tali obiettivi e portare avanti un rapporto di collaborazione volto a individuare modalità specifiche per la promozione della competitività globale dell’UE, in stretto dialogo con i rispettivi governi e le istituzioni europee».