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Olimpiadi 2026 sulle Dolomiti, Kompatscher gela Zaia

Pubblicato il 13 marzo 2018 in Agenda, Territorio

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Lanciata con enfasi da Luca Zaia, accolta con freddezza da Arno Kompatscher. La candidatura delle Dolomiti alle Olimpiadi invernali del 2026 parte in salita, almeno a giudicare dal botta e risposta tra i presidenti dei tre territori coinvolti (c’è anche Ugo Rossi per la Provincia Autonoma di Trento, allineato con Kompatscher). L’annuncio di Zaia è arrivato nel giorno in cui il consiglio comunale di Torino si è spaccato sulla proposta di organizzare i Giochi 2026 all’ombra della Mole; la proposta ruota attorno al tema della sostenibilità ambientale: «Saranno Olimpiadi a impatto zero, senza nuovo cemento, che valorizzeranno il patrimonio delle Dolomiti – ha detto Zaia – Non abbiamo bisogno di costruire nuovi impianti, utilizzeremo quelli esistenti. Sarà un’Olimpiade diffusa, il modello che va per la maggiore». Riguardo al rapporto con Rossi e Kompatscher, Zaia assicura che c’è piena sintonia: «I primi contatti ci sono già stati, ne parliamo da tempo e abbiamo tenuto il tema sotto la cenere perché c’era la campagna elettorale, ma adesso ci troveremo ed entro il mese butteremo giù qualcosa per formalizzare la disponibilità alla candidatura».

Kompatscher: «La maggioranza è scettica»

Le Dolomiti entrerebbero in competizione con Torino e Milano, giocando la carta del paesaggio protetto dall’Unesco e dell’esperienza acquisita nel frattempo con i Mondiali di Cortina 2021. La replica di Kompatscher, però, smorza l’entusiasmo sul nascere: «Se non cambiano le regole, non siamo interessati a questo progetto – spiega il presidente del Trentino-Alto Adige al Gazzettino – Attualmente il Comitato olimpico internazionale prescrive la realizzazione di determinate strutture, dal villaggio olimpico al centro media, per cui non è possibile fare dei Giochi a impatto zero». A meno di revisioni dal Cio, dunque, la chiusura è netta: «Qui da noi se n’è già discusso da tempo e la maggioranza della popolazione è scettica – aggiunge Kompatscher – Le persone hanno visto come sono stati fatti i Giochi altrove e nessuno crede alla splendidà possibilità della sostenibilità ambientale». Alla frenata di Kompatscher si aggiunge quella di Rossi, che vuole certezze sulla fattibilità di Olimpiadi formato green.

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