Vinitaly, tutte le élite dell’Alto Adige. Alla Raifer il «premio Cangrande»

Pubblicato il 10 Aprile 2017 in Imprese, Territorio, Turismo

 

Vistoso dispiegamento di forze per il vino altoatesino a Verona: in occasione del 51esimo Vinitaly, la più importante rassegna internazionale dedicata al vino e ai distillati, i viticoltori altoatesini presentano anche quest’anno i loro prodotti di qualità sui 1.500 metri quadrati dello stand collettivo di IDM Alto Adige.

Un enorme successo ha caratterizzato la cinquantesima edizione di Vinitaly tenutasi l’anno scorso. Anche nel 2017 alla fiera vinicola più grande del mondo gli esperti italiani e internazionali del settore si incontrano con visitatori specializzati provenienti da tutto il mondo. Fino al 12 aprile commercianti, gastronomi e appassionati possono conoscere da vicino i temi più attuali del settore vinicolo e confrontare opinioni e pareri. Sui 90.000 metri quadrati di superficie fieristica sono attesi oltre 4.000 espositori nonché 130.000 visitatori provenienti da 140 Paesi.

Con i suoi vini e distillati d’élite, l’Alto Adige è un ospite abituale di Vinitaly fin dal 1988. Anche quest’anno i 79 produttori di vino altoatesini si presentano presso lo stand collettivo di IDM Alto Adige situato nel padiglione 6. Le degustazioni sono all’insegna del motto «A diverse altitudini». Il primo giorno di fiera è stato dedicato ai vini prodotti a basse altitudini, Pinot grigio, Lagrein e Cabernet, mentre i giorni seguenti si salirà via via di quota. Il secondo giorno i protagonisti sono Pinot bianco, Sauvignon e Gewürztraminer nonché gli spumanti. Pinot nero, Schiava e altri vini rossi da vigneti a media altitudine saranno presentati il terzo giorno; infine sarà la volta dei vini bianchi Sylvaner, Veltliner, Riesling, Müller-Thurgau e Kerner.

Vinitaly offre anche l’occasione di valutare la produzione dell’anno appena trascorso, che Maximilian Niedermayr, presidente del Consorzio Vini Alto Adige, commenta così: «Gli ottimi risultati del 2016 sono il premio per un lavoro costante nelle vigne e nelle cantine. L’Alto Adige è apprezzato e invidiato per la sua qualità». Niedermayr sottolinea inoltre l’importanza di Vinitaly per i vini altoatesini: «Oltre alla fiera ProWein di Düsseldorf, la rassegna di Verona è la prima occasione per presentare la nuova annata al pubblico nazionale e internazionale», spiega Niedermayr, «inoltre per il settore vinicolo altoatesino il mercato italiano rimane sempre il più importante».

In collaborazione con l’organizzazione «Vinitaly International», nello stand collettivo dell’Alto Adige si terranno due degustazioni speciali per le delegazioni di acquirenti dalla Cina e dagli Usa. Allo stand sono nuovamente presenti anche i Vinum Hotels dell’Alto Adige; il marketing turistico altoatesino approfitta di Vinitaly anche per consolidare il legame tra la passione per il vino e l’Alto Adige come destinazione turistica. «La notorietà dell’Alto Adige come destinazione turistica si riflette sulla notorietà della provincia quale territorio vinicolo, e viceversa», dice Hansjörg Ganthaler, presidente dei Vinum Hotels dell’Alto Adige.

Il salone internazionale del vino Vinitaly, che si svolge a Verona dal 9 al 12 aprile, anche quest’anno ha in serbo molte sorprese. Ogni anno, in apertura della fiera viene assegnato il prestigioso “Premio Cangrande ai Benemeriti della Vitivinicoltura”. A ricevere il titolo per l’Alto Adige, a pieno merito, è Barbara Raifer, responsabile del settore viticoltura del Centro di sperimentazione Laimburg. Il Cangrande premia il particolare impegno a favore dell’incremento della qualità della viticoltura e del sostegno alla cultura del vino nella propria regione.

Barbara Raifer si è laureata in Scienze agrarie all’Università di Vienna nel 1982 e già dal 1983 si è impegnata a favore della viticoltura in Alto Adige presso il Centro di sperimentazione Laimburg. A partire dal 1995 Barbara Raifer ha assunto il ruolo di responsabile del settore viticoltura del Centro, dove si è dedicata alla sperimentazione applicata, alla consulenza e alla protezione delle viti. La vincitrice di Appiano ha preso parte a molte ricerche su diverse tecniche di coltivazione con l’obiettivo di migliorare la qualità delle viti così come a numerosi altri progetti e studi. Negli ultimi anni si è dedicata ai problemi insorti a causa del cambiamento climatico, quali la maturazione anticipata dell’uva e lo spostamento a quote più elevate della viticoltura in zona montana.

 

Il contributo a lungo termine di Barbara Raifer nel settore vinicolo altoatesino è testimoniato dall’applicazione nella pratica vitivinicola delle sue conoscenze maturate nel corso degli anni. Al suo attivo l’esperta di viticoltura ha inoltre una lunga serie di relazioni, pubblicazioni e corsi di formazione professionale.

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