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Ultima fermata Srebrenica: in Bosnia per conoscere il conflitto balcanico

Pubblicato il 14 settembre 2016 in Culture

Ultima fermata Srebrenica  

“Ultima fermata Srebrenica”: dall’11 al 17 settembre un gruppo di operatori altoatesini e trentini si trova in viaggio-studio in Bosnia per ripercorrere gli eventi che hanno segnato la storia del conflitto balcanico degli anni ’90. L’iniziativa è organizzata da Arciragazzi di Bolzano, Arci del Trentino, Fondazione Langer, associazione Deina, Cooperativa @ltrimondi, Il progetto è sostenuto dal Servizio giovani in lingua italiana della Provincia di Bolzano e dalle Politiche giovanili della Provincia di Trento.

«È vitale per una società democratica e attenta alla diversità culturale tenere alta l’attenzione sui grandi eventi che hanno sconvolto la storia europea del Novecento – ricorda con convinzione l’assessore provinciale alla cultura italiana Christian Tommasini –. Se non investiamo nella conoscenza e nel confronto costante e approfondito delle giovani generazioni su ciò che è successo appena vent’anni fa alle porte di casa nostra non potremo mai dirci pronti a costruire un presente di giustizia e di pace. Sentiamo oggi l’urgenza di ritornare nei luoghi del conflitto balcanico per chiarire, come ci ricorda il giornalista Paolo Rumiz, le troppe incomprensioni che hanno caratterizzato quel periodo».

Ultima fermata Srebrenica, un viaggio attraverso i Balcani

Ultima fermata Srebrenica si rivolge a tutti gli operatori attivi nell’ambito delle iniziative su memoria, legalità e cittadinanza. Partecipare all’iniziativa permette di acquisire nuovi strumenti di comprensione e azione, accrescendo lo spiritico critico e la capacità di affrontare le situazioni complesse. Il viaggio toccherà Sarajevo, Srebrenica e Tuzla e fornirà un approfondimento sulle criticità dei Balcani negli ultimi 100 anni. Si tratta di un viaggio nella storia dell’Europa, durante il quale si approfondirà il tema del disfacimento dell’ex Jugoslavia e il riproporsi, nel cuore del vecchio continente, dei nazionalismi e degli odi etnico-religiosi. La prospettiva balcanica rappresenta, quindi, un passaggio fondamentale per comprendere le criticità attuali.

A conclusione dell’esperienza saranno organizzati alcuni momenti di restituzione alla cittadinanza dell’esperienza vissuta dai ragazzi.

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