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Turismo Alto Adige, boom di presenze (anche) nella bella stagione

Pubblicato il 30 novembre 2017 in Turismo

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Aumentano arrivi e presenze: l’Alto Adige si dimostra sempre più «calamita» per i turisti. A dirlo i dati Astat: il turismo Alto Adige vive delle ottime stagioni. Nella stagione estiva 2017 (da maggio sino ad ottobre) gli arrivi si attestano a quasi 4,5 milioni, superando il valore della stagione precedente del 4,5%. Le presenze aumentano del 3,5%, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e raggiungono i 20,4 milioni. Nella stagione estiva 2017 si sono registrate 684 mila presenze in più rispetto all’estate precedente. Analizzando i valori su base mensile, solamente nel mese di maggio si è registrato un calo del 22,9% (-437 mila presenze). Questa diminuzione è stata più che compensata dall’aumento del numero di presenze registrate nel mese di giugno, dovuto alla diversa collocazione dei giorni festivi (+29,2% pari a +658 mila). Il mese con il maggior numero di presenze per il turismo Alto Adige è stato agosto con quasi 5,8 milioni.

Turismo Alto Adige, preferiti gli hotel a tre stelle

Nell’estate 2017 tre quarti delle presenze complessive del turismo Alto Adige sono state registrate dagli esercizi alberghieri che comprendono hotels, residences, garni, alberghi e pensioni. In tutte le categorie si è comunque registrato un aumento rispetto all’estate dell’anno precedente. Con un +1,7%, gli esercizi a 3 stelle contano la maggior quota di presenze (7 milioni di presenze). Il numero delle presenze degli esercizi a 5 stelle registra un +10,1% e quelli a 4 stelle un aumento del 4,2%. Tra gli esercizi extralberghieri, gli alloggi privati (+4,7%) e gli alloggi agrituristici (+3,1%) sono quelli più frequentati. Contrariamente alle aspettative, le presenze negli esercizi di più bassa categoria non sono diminuite. Negli esercizi a 2 stelle è stato registrato un aumento dell’1,2%.

L’indice di utilizzazione dei posti letto negli esercizi alberghieri nella stagione estiva 2017 del turismo Alto Adige è aumentato leggermente, attestandosi al 55,2% (estate 2016: 54,1%). Il maggiore utilizzo percentuale per categoria si trova negli esercizi a 5 e 4 stelle (rispettivamente 84,2% e 76,1%). L’indice di utilizzazione dei posti letto più alto per consorzio turistico (esercizi alberghieri e esercizi extalberghieri) si registra nei consorzi turistici Merano e dintorni (68,9%), Alpe di Siusi (54,9%) e Bolzano Vigneti e Dolomiti (53,8%).

Turismo Alto Adige, ecco i comuni con più presenze

Nell’estate 2017 tutti i consorzi del turismo Alto Adige hanno registrato uno sviluppo positivo sia per gli arrivi che per le presenze. Gli aumenti percentuali più alti rispetto alla stagione estiva 2017 sono stati registrati nei consorzi turistici di Tre Cime Dolomiti (+7,6%) con 96 mila pernottamenti in più rispetto all’anno precedente. Seguono la Val Gardena (+6,2% e 69 mila presenze in più) e Plan de Corones (+4,9% e 139 mila presenze in più). Il maggior numero di presenze in termini assoluti è stato registrato come già lo scorso anno, dal consorzio di Merano e dintorni, con oltre 5,8 milioni (+1,4%). I comuni con il maggior numero di presenze nell’estate 2017 sono stati: Scena, Castelrotto, Merano (oltre 800 mila pernottamenti), Tirolo, Selva di Val Gardena, Caldaro s.s.d.v. e Lana (oltre 500 mila). Nel vicino Land Tirol si è registrato, rispetto alla stagione estiva passata, un aumento negli arrivi del 3,7% e nelle presenze pari a 2,0%.

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Turismo Alto Adige, la soddisfazione di Kompatscher

Arno Kompatscher mette nero su bianco la sua soddisfazione. «Viene rafforzato il ruolo del turismo come uno dei motori dell’intero sistema economico dell’Alto Adige. Noto con piacere che anche gli esercizi extra-alberghieri fanno registrare lusinghieri, come ad esempio gli agriturismo, a dimostrazione della grande varietà dell’offerta presente sul territorio». Proprio nei cosiddetti Urlaub am Bauernhof, assieme agli appartamenti , viene riscontrata una permanenza media più elevata e che si attesta fra i 6 e i 7 giorni. “Si tratta di un aspetto che seguiamo con attenzione – precisa il presidente della Provincia – in quanto una permanenza media più bassa porta con sè più traffico. La tendenza è quella di soggiorni sempre più brevi, anche se nel 2017 il dato è rimasto stabile (4,6 notti), e dobbiamo cercare di affrontarla e contrastarla offrendo quanto di meglio abbiamo: ovvero la natura e il paesaggio».

 

 

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