Studenti a Brescia e Bologna per non dimenticare

Pubblicato il 8 Febbraio 2017 in Culture, Territorio

 

A Brescia e Bologna per non dimenticare. Un viaggio nell’Italia delle stragi quello compito ai primi di febbraio studenti delle medie di Egna e del «Rainerum» di Bolzano: hanno visitato piazza della Loggia a Brescia e la stazione di Bologna, incontrando anche i familiari delle vittime di Ustica. È partito così il progetto scolastico «Anni di piombo. Non c’ero ma so», organizzato dalla Piattaforma delle Resistenze Contemporanee in collaborazione con l’Intendenza scolastica italiana.

È decollato con due visite di particolare significato il progetto scolastico “Anni di piombo. Non c’ero ma so”, organizzato dalla Piattaforma delle Resistenze Contemporanee in collaborazionecon l’Intendenza scolastica italiana con l’obiettivo di ripercorrere assieme agli studenti gli avvenimenti che hanno insanguinato l’Italia tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Ottanta. Due classi – una terza media dell’Istituto Comprensivo di Egna e una seconda media del “Rainerum” di Bolzano – hanno intrapreso un vero e proprio viaggio nella memoria recandosi a Brescia e Bologna, due città insanguinate dalla furia del terrorismo.

La prima tappa è stata Piazza della Loggia a Brescia, dove il 28 maggio 1974 una bomba nascosta in un cestino portarifiuti provocò la morte di 8 persone. Sul luogo dell’attentato gli studenti hanno incontrato Manlio Milani, testimone della strage, il quale ha mostrato il luogo fisico dello scoppio e raccontato poi, in consiglio comunale, l’atmosfera di quella tragica mattina. Milani ha poi ripercorso il clima culturale di quegli anni affrontando anche aspetti più privati: il reagire alla perdita di una persona cara, l’attesa snervante della giustizia.

BRESCIA - PIAZZA DELLA LOGGIA

Nel pomeriggio i ragazzi sono partiti per Bologna, dove nella mattinata successiva assieme alla storica Cinzia Venturoli dell’associazione Piantiamolamemoria hanno visitato la stazione di Bologna e ripercorso, tramite i simboli ancora esistenti (l’orologio fermo, il cippo con i nomi delle vittime ecc.) la strage di 36 anni fa: erano le 10.25 del 2 agosto 1980, quando una bomba esplose nella sala d’aspetto della stazione ferroviaria provocando 85 morti e 200 feriti.

«Cinzia Venturoli – racconta Francesca Viola, responsabile dei progetti scolastici della Piattaforma delle Resistenze – è entrata nel vivo della strage, raccontando la vita delle persone coinvolte e dando così un’immagine ancora più forte di chi fu colpito da questa bomba. In consiglio comunale c’è stata poi la testimonianza dell’altoatesina Sonia Zanotti, che quella mattina si trovava alla stazione di Bologna assieme alla cugina. Il suo treno delle 8.40 se lo era visto passare davanti agli occhi e quindi, seduta in sala d’aspetto, attendeva il prossimo treno. Poi la bomba, i suoi primi ricordi, la sensazione di trovarsi in un film… Sonia con coraggio ha raccontato la sua ripresa, la fatica nel reagire, i traumi e le sensazioni che ancora l’attraversano ma anche la volontà di associarsi per uscire dal fatto privato e manifestare a gran voce la richiesta di giustizia».

 

BRESCIA - CONSIGLIO COMUNALE

Nel pomeriggio, sempre a Bologna, gli studenti hanno visitato il Museo della strage di Ustica che ricorda il disastro aereo del 27 giugno 1980, quando un aereo di linea della compagnia Itavia decollato da Bologna e diretto a Palermo, si squarciò in volo e cadde tra le isole di Ustica e Ponza causando la morte delle 81 persone a bordo. Qui, di fronte al relitto e visibilmente colpiti dall’installazione permanente dell’artista francese Christian Boltansk, hanno cercato con l’aiuto della guida e di  Daria Bonfietti (rappresentante dell’Associazione familiari vittime della strage di Ustica avendo perso il fratello nella strage) di capire gli avvenimenti storici.Il progetto proseguirà ora nelle classi, con l’aiuto dei professori e di esperti che porteranno i ragazzi a rielaborare quanto vissuto, ragionare sul significato di terrorismo e svolgere un parallelismo tra il terrorismo di ieri e quello, a loro più noto, di oggi.



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