Stoccaggio gas, porte ignifughe e taglio alberi: l’innovazione che passa in Alto Adige

Pubblicato il 7 Ottobre 2016 in Imprese, Innovazione, Territorio

 

Cos’hanno in comune un impianto di stoccaggio di gas con elementi lignei, un materiale ignifugo per la costruzione di porte e un nuovo procedimento per il taglio degli alberi? Entrambi i prodotti e il servizio sono delle idee innovative nelle menti di tre imprenditori altoatesini, che sono maturate in prodotti compiuti e interessanti per il mercato grazie a collaborazioni, ricerca e sviluppo. Tutti e tre i progetti sono stati affiancati da ÍDM Alto Adige nello sviluppo del prodotto.

«Una buona idea da sola non fa un prodotto di successo. Per questo serve molto di più, come per esempio il partner adatto per ricerca e sviluppo e per la realizzazione, un solido finanziamento o buoni canali di distribuzione» afferma Hubert Hofer, responsabile del reparto Development dell’azienda speciale per l’economia della Provincia e della Camera di commercio. I suoi collaboratori sono formati a riconoscere le buone idee e a sostenere le aziende altoatesine nello sviluppo dei loro prodotti dal prototipo iniziale fino al lancio sul mercato. Mettono le aziende in contatto con importanti istituzioni ed enti di ricerca, trovano partner per cooperazioni e informano sulle possibilità di finanziamento.

Che l’azienda Holzbau Brugger di Varna ora realizzi degli impianti flessibili per lo stoccaggio di gas assieme all’azienda Wiefferink Group di Oldenzaal nei Paesi Bassi dipende soprattutto dal fatto che entrambi i partner si siano incontrati grazie a IDM e all’ingegnere brissinese Roman Bodner. Quasi due anni fa l’azienda di carpenteria si era rivolta a Paolo Bertoni, la persona di riferimento in IDM per il tema legno. Allo stesso tempo il produttore olandese di coperture in PVC era alla ricerca di una soluzione per realizzare degli impianti per stoccare il gas che potessero essere costruiti e smontati senza problemi in poco tempo e che soddisfacessero le esigenze di mercato in campo estetico ed ecologico. «Il legno si è rivelato essere il materiale giusto e Holzbau Brunner il partner ideale per l’azienda olandese», osserva Paolo Bertoni.

Entrambi i partner hanno sviluppato assieme il prodotto, anche grazie ai finanziamenti segnalati da IDM, fino alla versione pronta per essere commercializzata: un contenitore in legno impermeabile ai gas. Sulle sue vendite i due partner hanno buone aspettative. «Questi contenitori sono particolarmente adatti per lo stoccaggio dell’anidride carbonica, usata nell’orto-floricultura. Il gas attiva la fotosintesi e aumenta il rendimento delle serre. Allo stesso tempo dà un contributo non marginale alla riduzione di questo gas dannoso per l’atmosfera ed è usata meno energia per il riscaldamento» afferma Peter Brugger, uno dei due proprietari di Holzbau Brugger.

Per il mercato internazionale è molto interessante anche un altro prodotto di legno, che è stato sviluppato con il sostegno di IDM: si tratta di componenti di legno per costruire dei telai in grado di rendere le porte particolarmente resistenti al fuoco, un aspetto che sta diventando sempre più importante nel settore pubblico. La resina epossidica usata è stata originariamente impiegata per la copertura delle navicelle spaziali della NASA, “Pyrostone” è stato utilizzato per la prima volta in assoluto dalla NASA. Ora l’azienda Holz Pichler della Val d’Ega ha inventato una procedura per combinare questo materiale con il legno. «Così è nato il materiale “Pyrostone”, un legno composito che ha superato positivamente diversi test d’infiammabilità e che è già utilizzato per molte porte in Europa» sottolinea Michael Gilli, direttore di Holz Pichler.

Un servizio molto richiesto invece è stato sviluppato alla perfezione dalla TESO srl di Auna di Sotto. L’azienda ha elaborato una speciale tecnica a corde: con il loro aiuto possono essere rimossi degli alberi grandi dall’alta tensione. «Con questa nuova soluzione sono necessari soltanto alcuni strumenti che possono essere guidati da terra, da due operai formati. Così si eliminano anche i lavori pericolosi sui piloni dell’alta tensione» osserva Karl Lobis, il proprietario di TESO. Per questo progetto IDM ha fornito l’assistenza tecnica necessaria e ha accompagnato il suo sviluppo fino alla fine.

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