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Acqua potabile, fissati gli standard minimi di sicurezza

Pubblicato il 17 Ottobre 2018 in Infrastrutture, Territorio

 

Gli acquedotti attraverso cui avviene l’approvvigionamento idricopotabile in Alto Adige: 480. Il presupposto: l’acqua potabile come bene di vitale importanza. Per produrre quindi questo bene primario da alterazioni e manomissioni intenzionali della sua qualità, l’Agenzia provinciale per l’ambiente, in collaborazione con l’associazione provinciale dell’artigianato APA e con i gestori di acquedotti pubblici, ha elaborato degli standard di sicurezza più dettagliati per la protezione degli impianti. Si è espressa positivamente il Consorzio dei Comuni e la Giunta provinciale il 16 ottobre ha approvato le linee guida integrate le cui disposizioni dovranno essere messe in pratica entro il 2020.

Tutte le componenti del sistema di approvvigionamento dell’acqua potabile e in particolare le componenti d‘impianto con superfici d’acqua a pelo libero – tra cui opere di presa, serbatoi, avampozzi e pozzetti di raccolta e di interruzione della pressione – verranno protette in modo ancor più accurato, mediante serramenti di classe di resistenza da media a elevata per impedire l’accesso ai non addetti.

Un altro aspetto del progetto riguarda l’accesso alle strutture dello stesso personale addetto che dovrà essere tracciabile, sia per utilizzo chiavi, che per orari. I punti di accesso alle componenti d’impianto relativi ad acquedotti idropotabili pubblici che servono oltre 2.000 abitanti dovranno poi essere dotati di un adeguato sistema di allarme e di videosorveglianza e i serbatoi che approvvigionano oltre 5.000 abitanti saranno dotati di una saracinesca telecomandata per l’interruzione dell’alimentazione della rete in caso di ingressi non autorizzati.

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