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SmARTup, ecco il progetto per gli Ex Telefoni di Stato

Pubblicato il 23 settembre 2016 in Culture, Territorio

telefoni di stato  

Ottenere residenze e spazi espositivi per artisti, spazi per freelance, affitti calmierati in cambio fornitura delle proprie competenze all’ente pubblico. Questo in sintesi l’esito dei tavoli di lavoro tenutisi oggi, venerdì 23 settembre, aPalazzo Widmann a Bolzano, nell’ambito del pomeriggio di approfondimento sulle nuove forme dell’abitare, e in particolare sul co-working e co-housing, dal titolo “Ex Telefoni di Stato – innovazione e sviluppo tra economia della condivisione e imprese creative”. Si è trattato in pratica del primo passo verso la concretizzazione del progetto SmARTup. L’evento è stato introdotto da Nicholas Santini, vicepresidente della Consulta giovani in lingua italiana. A fine luglio 2016 la Giunta provinciale ha approvato il programma planivolumetrico per il risanamento dell’edificio Ex Telefoni di Stato in Corso Italia a Bolzano destinato alla concretizzazione del progetto di sperimentazione in Alto Adige di nuovi modelli dell’abitare e lavorare, co-housing e co-working.

Spetta ora ai destinatari del progetto denominato “SmARTup”, ai giovani, rappresentati in primis dai membri delle tre Consulte giovanili provinciali, e ai potenziali destinatari privati e pubblici, partecipare attivamente al processo di formulazione dei criteri del bando per l’accesso ai nuovi spazi abitativi e lavorativi e così riempire di contenuti la palazzina loro destinata. Su iniziativa del Dipartimento edilizia abitativa e del Servizio Giovani, presso Palazzo Widmann a Bolzano, in collegamento via skype, è avvenuto un confronto con le eccellenze nazionali e europee rispetto alle pratiche di ri-attivazione, ristrutturazione e/o gestione di spazi e immobili, pubblici e privati, attraverso co-working e co-housing. Gli interventi sono stati moderati da Giovanni Petrini, esperto economista e consulente per l’innovazione.
Per “Lab121” di Alessandria Giorgio Baracco ha presentato un’esperienza di co-working in un contesto “altro” rispetto alle grandi città, tracciandone i pregi e le opportunità per giovani creativi che si affacciano sul mondo del lavoro e per altri che hanno perso il lavoro.

L’esperienza maturata da “Co-housingLab” di Milano, è stata presentata da Liat Rogel che ha parlato delle novità del co-housing al ivello internazionale citando esempi ad Amsterdam, Londra e in Svezia tracciando la differenza di impostazione rispetto alla realtà italiana. Da lei sono giunti dei suggerimenti pratici per la progettazione, da supportare attraverso il coinvolgimento tramite i social network, e sulla tipologia delle community abitative. L’assessore provinciale Christian Tommasini ha posto l’accento sulla necessità che le politiche abitative tengano conto delle esigenze delle nuove generazioni, chiamate a maggiore flessibilità, mobilità e la cui progettazione di vita subisce tempi più dilatati. Per questo l’implementazione di un progetto pilota di co-housing e ceo-working a Bolzano, in primis presso la palazzina degli Ex Telefoni di Stato in Corso Italia, ma anche in una struttura a Olrisarco, che potrebbe partire già nel 2017. È importante, infatti, offrire ai giovani opportunità e allo stesso tempo creare un sistema di welfare per la società: si può così parlare di welfare di citadinanza costruito attraverso l’attenzione verso le relazioni fra i cittadini, intergenerazionali e interculturali, secondo un concetto di società più inclusiva e solidale.

È seguito, quindi, un workshop facilitato di ascolto dei possibili destinatari, stakeholder, al fine di raccogliere esigenze e stimoli sui possibili scenari di sviluppo del progetto attorno all’edificio Ex Telefoni di Stato di Bolzano, “SmARTup”, in particolare riferimento alle imprese culturali creative ICC e alle caratteristiche ed esigenze del contesto locale.
IL workshop è stato introdotto da Giovanni Petrini che ha ricordato come in Italia le ICC producano il 5,4 per cento del PIL. Delleimprese culturali creative Petrini ha sottolineato la “generatività” definendole moltiplicatori di sviluppo perché in grado di spingere anche gli altri setori economici.

I giovani potenziali stakeholder hanno individuato alcune esigenze che dovranno essere tenuti presenti nella progettazione per riempire di contenuti il progetto SmARTup. Tra le idee formulate, quella di inserire nelle struttura residenze per artisti e spazi espositivi a lroo disposizione. Per garantire maggiore flessibilità lavorative, dovrebbero, inoltre essre messi a disposizione spazi per i freelance, favorendone l’interazione e collaborazione. Altra indicazione: la possibilità di ottenere affitti calmierati in cambio fornitura delle proprie competenze all’ente pubblico.

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