Scuole-imprese, 80 insegnanti a “lezione” alla Leitner

Pubblicato il 19 Febbraio 2016 in Culture

Insegnanti in visita alla Leitner di Vipiteno  

Una lezione particolare, quella a cui hanno assistito 80 insegnanti provenienti da 20 scuole di lingua italiana, tedesca e ladina della provincia di Bolzano. Si è svolta nello stabilimento della Leitner Spa a Vipiteno, nell’ambito del progetto “Incontro Scuole – Imprese” dell’Assoimprenditori Alto Adige. Un’occasione per conoscere la realtà aziendale leader nei sistemi di trasporto a fune, la stessa che costruirà a Racines la prima seggiovia in Italia a 8 posti. L’impresa occupa tremila addetti e sono più di 80 i profili professionali: l’incontro ha puntato molto sul trasmettere agli insegnanti quali caratteristiche si cercano nei ragazzi in vista di un’assunzione.

«Dai nostri collaboratori ci aspettiamo che abbiano una buona formazione tecnica, che in Alto Adige viene realmente impartita dal sistema scolastico – ha spiegato Alexander Ploner, da 13 anni direttore del personale alla Leitner – In un’azienda che opera a livello internazionale le conoscenze linguistiche sono fondamentali. Voglia di fare e senso di responsabilità sono qualità che devono essere trasmesse anche dai genitori. Se a queste si aggiungono anche la capacità di conoscere se stessi e doti manageriali, allora non c’è più niente che ostacola la carriera all’interna della nostra azienda».

Disponibilità a spostarsi e flessibilità mentale sono fra le doti che vengono richieste, come ha spiegato Günter Tschinkel, direttore del reparto elettrotecnica. «Il cambiamento climatico richiede la necessità di differenziarsi. Uno dei nostri principali mercati del futuro è collegato alle città». Sull’esempio della cabinovia realizzata ad Ankara, Tschinkel ha spiegato che c’è bisogno di collaboratori disposti a lavorare varie settimane all’estero. «Allo stesso tempo sono richieste apertura mentale e flessibilità: ad Ankara, ad esempio, anche il lavoro burocratico è stato enorme. Bisogna, quindi, portare con sé l’impegno aggiuntivo e l’apertura culturale necessarie per far fronte alla burocrazia».

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