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Ristoranti Alto Adige, i 19 chef stellati diventano ambasciatori

Pubblicato il 25 gennaio 2018 in Territorio, Turismo

ristoranti Alto Adige  

Il food e i suoi ristoranti sono tra le principali competenze dell’Alto Adige e sono tra gli aspetti centrali nella promozione turistica. La cucina stellata dell’Alto Adige attira infatti gli ospiti che considerano il “mangiare bene” un importante motivo per viaggiare. Per questo in futuro IDM Alto Adige vuole puntare ancora di più sui 19 cuochi stellati come ambasciatori dell’Alto Adige nel mondo. Di che aspetto avrà questa collaborazione hanno parlato qualche giorno fa su invito di Norbert Niederkofler, l’unico cuoco altoatesino con tre stelle, i detentori delle 26 stelle altoatesine assieme al presidente della Provincia e assessore al turismo Arno Kompatscher e a Thomas Aichner, responsabile del dipartimento Marketing di IDM.

Ristoranti Alto Adige, tendenza in crescita

Sondaggi, analisi ed esperienze degli operatori turistici locali lo confermano: “mangiare e bere” è diventato un importante tema di lifestyle urbano, non soltanto nei mercati di provenienza dei nostri ospiti, ma anche nelle destinazioni turistiche. Per esempio, secondo lo studio tedesco “ReiseAnalyse” “gustare le specialità tipiche locali” è la seconda tra le attività più praticate in vacanza dai turisti germanici ed è una tendenza in crescita. Qui l’Alto Adige ha un grande potenziale: nel 2015 uno studio significativo nei mercati più importanti per l’Alto Adige ha rilevato che il tema “cibo/cucina” è associato spontaneamente all’Alto Adige da parte della popolazione propensa a viaggiare e che le “specialità locali” sono considerate un’insegna dell’Alto Adige in tutti i mercati chiave. Come confermato dalla Guida Michelin 2018, la concentrazione di ristoranti eccellenti qui da noi è particolarmente alta, un fatto che in IDM si vuole impiegare maggiormente per il marketing turistico.

Diciannove stelle tra i ristoranti Alto Adige

«Nel 2017 l’Alto Adige ha potuto rallegrarsi di 19 ristoranti stellati Michelin e di 26 stelle assegnate. Questo prova ancora una volta quanto sia alto il livello della cucina in Alto Adige. Questo buon risultato nella valutazione generale, a cui hanno contribuito tutti i cuochi stellati, è utile alla destinazione Alto Adige e accresce la nostra fama di territorio vocato al turismo e al gusto. Chi è nella guida Michelin è anche un ambasciatore dell’Alto Adige», ha affermato il Presidente della Provincia Arno Kompatscher all’incontro con tutti i cuochi stellati della provincia. Organizzato da Norbert Niederkofler, l’incontro si è svolto nel ristorante “St. Hubertus” della famiglia Pizzinini a San Cassiano, il primo locale nella storia altoatesina ad aver ricevuto tre stelle Michelin.

Prodotti locali

«Nella nostra cucina sono utilizzati esclusivamente prodotti locali e si cucina secondo procedimenti per la lavorazione degli alimenti e ricette locali. In questo modo trasmettiamo anche la cultura che sta dietro questi prodotti e che deve essere parte dell’esperienza complessiva della cucina altoatesina. Saremmo felici di impegnarci ancora di più in questo ruolo», afferma Norbert Niederkofler. Anche in IDM si vede questa relazione stretta che il gusto ha con la cultura territoriale: «L’Alto Adige ha molti punti di forza in una combinazione unica che ci rendono un autentico territorio del gusto: i nostri prodotti regionali, la nostra cultura della cucina altoatesina in tutte le sue sfaccettature, inclusi i ristoranti premiati, e la nostra alta cultura enologica. È importante offrire all’ospite un’esperienza unica, che traccia un arco dalle radici contadine della nostra provincia fino alla cultura odierna e che è offerta in questo modo soltanto in Alto Adige», considera Thomas Aichner.

Gruppo di lavoro

La collaborazione con i cuochi stellati si fa ora più forte con un gruppo di lavoro per sviluppare i progetti, attraverso i quali in futuro IDM, assieme ai cuochi stellati, potrà mettere in scena ancora più spesso la cucina altoatesina. Nel concreto, IDM in questo momento sta lavorando con Norbert Niederkofler al progetto “Taste the mountain”, che tratta della cucina di montagna e delle sue peculiarità. Sono coinvolti anche il Centro di sperimentazione di Laimburg, l’Unione Agricoltori e Coltivatori Diretti Sudtirolesi “Bauernbund”, l’associazione dei cuochi altoatesini Südtiroler Köcheverband (SKV) e la HGV. In novembre, contemporaneamente al Festival del Gusto Alto Adige, è previsto il primo evento di “Taste the mountain”.

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