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Rassegna stampa estera/ Incidente sullo slittino e «Vaso di fiori» fanno il giro del mondo

Pubblicato il 24 gennaio 2019 in Rassegna Stampa

theguardian  

La rassegna stampa estera di Alto Adige Innovazione cambia pelle e diventa mensile selezionando la o le notizie più importanti senza limitarsi a segnarle brevemente ma approfondendole e contestualizzandole.

Due sono le notizie “altoatesine” che hanno maggiormente colpito i media stranieri nel mese passato: la tragica morte sullo slittino della bambina di otto anni sulle piste del Corno del Renon (2) e, soprattutto, l’appello alle autorità tedesche rivolto da Eike Schmidt, direttore degli Uffizi, per la restituzione del dipinto ‘Vaso di Fiori’ di van Huysum trafugato dalle truppe della Wermacht durante il secondo conflitto mondiale. Il quadro è attualmente nella disponibilità di una famiglia tedesca che, nonostante le numerose richieste da parte dello Stato italiano, non l’ha ancora restituito. Ma questo che ha a che fare con l’Alto Adige?

Come si legge nell’appello pubblicato sul sito degli Uffizi: «il ‘Vaso di Fiori’ di van Huysum, pittore di nature morte di grandissima fama, è un olio su tela (cm 47 x 35) appartenente alle collezioni di Palazzo Pitti fin dal 1824 e venne acquistato dal granduca lorenese Leopoldo II per la Galleria Palatina appena fondata. Per oltre un secolo restò esposto nella sala dei Putti, insieme ad altre nature morte olandesi realizzate dai massimi artisti del ‘600 e ‘700, tra i quali Rachel Ruysch e Willem van Aelst; nel 1940, quando all’inizio della guerra la reggia fu evacuata, il quadro venne portato nella villa medicea di Poggio a Caiano. Nel 1943 fu spostato nella villa Bossi Pucci, sempre a Firenze, fino a quando militi dell’esercito tedesco in ritirata lo prelevarono insieme ad altre opere per trasferirlo a Castel Giovio (Sic!), in provincia di Bolzano. La cassa in cui si trovava il Vaso di Fiori di Palazzo Pitti venne aperta: l’opera trafugata finì in Germania, dove se ne persero le tracce».

La notizia ha ovviamente avuto un’eco enorme, è stata pubblicata su tutti i quotidiani locali altoatesini ed è stata ripresa con numerosi dettagli in mezzo mondo, da Cuba all’Olanda, dall’Argentina alla Gran Bretagna, dagli Stati Uniti (New York Times) a Israele.

Come noto, Castel Giovo, (e non Giovio come erroneamente scritto nell’appello degli Uffizi e quindi in tutti gli articoli linkati) sorge a San Leonardo in Passiria ed è lì che al termine della Seconda Guerra Mondiale furono rinvenute da parte dei Monuments Men alleati molte delle opere d’arte trafugate dai soldati tedeschi in fuga provenienti dalle gallerie di Firenze.

Quasi tutte le opere rientrano a destinazione, ma visto il valore dei dipinti trafugate, quel “quasi” può significare tantissimo…

Per chiudere, il link alla notizia del furto nel market cinese di via Torino a Bolzano pubblicata (in cinese) da Chinaqw.com  Nel pezzo si sottolinea come, in Italia, i ladri dedichino abitualmente un occhio di riguardo ai cittadini cinesi convinti che nascondano grandi quantità di denaro contante nelle loro case e nei loro negozi. Una convinzione, spiega Chinaqw completamente errata.

Massimiliano Boschi

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