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Pronto soccorso, ecco chi (e quanto pagherà) dal primo maggio 2019

Pubblicato il 27 Novembre 2018 in Territorio

 

Aggiornate le «Disposizioni in materia di compartecipazione alla spesa sanitaria per le prestazioni del Pronto Soccorso». Tali disposizioni erano state approvate dalla Giunta nel luglio scorso e prevedevano l’applicazione di sanzioni nel caso in cui le prestazioni non abbiano carattere d’urgenza. La realizzazione pratica di queste decisioni adottate dall’Esecutivo si è rivelata più complessa del previsto e di conseguenza si è reso necessario un aggiornamento del testo originario.

Le principali modifiche riguardano l’entrata in vigore della delibera, che passa dal 1° gennaio al 1° maggio del prossimo anno, e l’ampliamento delle categorie esenti dal pagamento della sanzione. Lo spostamento al 1° maggio 2019 si è reso necessario per consentire all’Azienda sanitaria di predisporre un’efficace campagna informativa, di formare adeguatamente il proprio personale e di effettuare un controllo in merito all’efficacia delle prestazioni sanitarie erogate sul territorio e dalla medicina di base e continuità assistenziale ponendo rimedio in caso di inadeguatezza delle stesse. Riguardo alle categorie esenti da ogni contribuzione e quindi non tenute né al versamento del ticket di 15 euro né a quello della quota aggiuntiva pari a 35 euro viene estesa l’esenzione dal pagamento della quota aggiuntiva di 35 euro a tutti quei traumatismi che abbiano determinato una frattura, lussazione o ferita la quale abbia richiesto una sutura o altra simile procedura, identificata da apposito documento tecnico predisposto dall’azienda sanitaria.

L’esenzione viene altresì estesa anche ai minori, sino all’età di 14 anni, laddove si rechino in maniera ingiustificata al Pronto Soccorso nelle ore non coperte dall’obbligo di reperibilità del loro medico pediatra di riferimento. L’esenzione riguarda anche coloro i quali, per carenza di personale sanitario sul territorio, sono privi di un pediatra di riferimento. Questa esenzione resterà in vigore sinché non potrà essere assicurata a queste persone un’adeguata assistenza del pediatra di base.

 

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