Profughi: a Bolzano 240 sono ancora senza accoglienza

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A Bolzano ci sono 240 richiedenti asilo che hanno fatto richiesta di accesso alle misure di accoglienza ma non sono ancora stati presi in carico. Molti di loro sono costretti a dormire per strada, al freddo, perché non hanno un tetto sotto cui ripararsi. Lo denunciano le associazioni riunite nel cartello “Bozen accoglie” che sabato 12 marzo ha organizzato in piazza Municipio un pranzo con 250 fra bolzanini e richiedenti asilo. Così, mentre l’annunciato (dall’Austria) inasprimento dei controlli al Brennero ha già messo in allarme l’agenzia dell’Onu per i rifugiati, si apre un “fronte interno” nella questione accoglienza. Mentre i dati dell’Astat raccontano di un Alto Adige sempre più attraversato dai flussi globali, con un incremento dell’1,3% degli stranieri residenti a fine 2014.

Le associazioni hanno scritto una lettera alla Questura, alla Prefettura, ai vertici di Regione, Provincia e Comune esponendo i numeri: «In Provincia di Bolzano ci sono attualmente almeno 240 persone che hanno fatto domanda di protezione internazionale presso la Questura, chiedendo contestualmente di accedere alle misure di accoglienza e che risultano prive di sistemazione alloggiativa adeguata ovvero utile a garantire le condizioni di accoglienza previste dalla Direttiva 2013/33/UE trasposta in Italia con il D. Lgs. 142/2015» si legge nella missiva.

“Profughi costretti a dormire in strada”

«Infatti, mentre le famiglie in lista di attesa hanno ricevuto una collocazione alternativa – proseguono le associazioni – i richiedenti singoli hanno trascorso diversi mesi in strada e solo dopo diverse segnalazioni e una mobilitazione che ha denunciato tale situazione inaccettabile, a fine dicembre sono stati aumentati i posti letto del servizio “emergenza freddo” per persone senza fissa dimora a Bolzano. Così per esempio è stata aperta una struttura che ospita 90 persone in un’unica sala, più circa 12 gabinetti e 2 docce. Ultimamente tuttavia anche i posti nei tre centri d’emergenza freddo sono pieni e certe notti le persone possono nuovamente accedere solo a rotazione. Tuttora quindi ci sono richiedenti protezione internazionale costretti a dormire fuori».

Le associazioni fanno i conti. In Alto Adige c’è un doppio binario dell’accoglienza: da un lato quella gestita e finanziata a livello provinciale, per i cosiddetti “profughi ordinari”, cioè le persone che fanno richiesta di protezione internazionale accedendo direttamente alla questura di Bolzano; dall’altro c’è l’accoglienza gestita dalla Prefettura delle persone destinate a Bolzano nel quadro del piano di distribuzione nazionale, che prevede per l’Alto Adige una quota del 0,9%. La Provincia ha messo a disposizione 132 posti mentre altri 976 posti sono per l’accoglienza prefettizia. Ma il numero di richiedenti asilo effettivamente ospitati ad oggi non supererebbe le 900 persone, circa 100 profughi “ordinari” e circa 800 nei centri accoglienza straordinari gestiti dalla Prefettura.

Il documento – qui la lettura integrale – è firmato da: Porte Aperte – Offene Türen, Scioglilingua, Associazione per i popoli minacciati – Gesellschaft für bedrohte Völker, Biblioteca Culture del Mondo – Bibliothek Kulturen der Welt, Binario 1 – Gleis 1, Consulta immigrati del Comune di Bolzano – Gemeindebeirat der Ausländer/-innen von Bozen, Emergency Bolzano Bozen, Fondazione Alexander Langer Stiftung, Forum Prevenzione – Forum Prävention, “INCAS” – Associazione Latinoamerica, Operation Daywork, Organizzazione per un Mondo Solidale – Organisation für eine Solidarische Welt, Rete dei Diritti dei Senza Voce – Netzwerk der Rechte der Stimmlosen, Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI) e Progetto Melting Pot.

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