Ponti artistici che non crollano: focus sul Musmeci a Bolzano

Pubblicato il 30 Novembre 2019 in Infrastrutture

 

Ci sono grandi opere dell’uomo che resistono negli anni. Non solo: mettono insieme funzionalità e bellezza artistica. È questo il caso del Ponte Musmeci, a Potenza, capoluogo della Basilicata. Terminata nel 1975, l’opera prende il nome dal suo costruttore, l’ingegnere Sergio Musmeci, ed è considerata un vero e proprio modello in fatto di sicurezza statica, unita ad un alto valore estetico. Gli ingegneri sono noti per l’attenzione che ripongono sugli aspetti tecnici del loro lavoro. Dopo tutto, il loro obiettivo è quello di garantire che la struttura, che sia un ponte, un edificio o una struttura di protezione, possa sfidare le leggi della gravità garantendo massima sicurezza. Tuttavia, a volte, all’opera viene aggiunta anche una componente artistica, che ne risalta il valore culturale.

Lunedì 2 dicembre dalle 8.30 alle 13, l’opera, sarà al centro del convegno «La ricerca della forma – Sergio Musmeci, il genio», che si svolgerà a NOI Techpark, a Bolzano. «È un evento tecnico-culturale. Noi ingegneri siamo noti per essere sempre concentrati in particolare sugli aspetti tecnici della nostra professione – spiega Giorgio Rossi, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Bolzano -.  L’aspetto artistico viene spesso messo in secondo piano. Ora vogliamo dimostrare che il nostro gruppo professionale ha anche un occhio di riguardo per l’estetica, e che può essere combinata al tempo stesso con la funzionalità. Vogliamo inoltre onorare il genio di Musmeci, che con questo ponte ha dato un prezioso contributo alla nostra professione».

Sergio Musmeci iniziò nel 1967, a indagare su come la costruzione di un ponte rinforzato con un guscio in cemento armato, potesse raggiungere la massima capacità portante con la minima superficie possibile. Ed il tutto in un’epoca in cui non c’erano ancora computer, programmi informatici o metodi di calcolo statico per risolvere il problema. «È riuscito a compensare il carico trasportato dal ponte con una costruzione curva, che equivale ad un vero e proprio capolavoro tecnico», conclude Rossi.

Parlerà al convegno, oltre al presidente Rossi ed al consigliere Enzo Todaro, anche Paolo Musmeci, figlio dell’ingegnere che, tra l’altro, sta lavorando alla candidatura del ponte come patrimonio mondiale dell’UNESCO.  Saranno presenti poi Giuseppe D’Onofrio, presidente della Camera degli Ingegneri di Potenza, Egidio Comodo, presidente della Fondazione Inarcassa, Michele Scioscia, che presenterà il film documentario girato sul ponte, e Tullia Iori, che racconterà l’enorme contributo che Sergio Musmeci ha donato alla Scuola Italiana di Ingegneria delle Costruzioni.

(foto di Attilio Bixio)

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