Politiche climatiche, Alto Adige come modello da seguire: Piano clima nel 2020

Pubblicato il 16 Dicembre 2019 in Territorio

 

Quando si parla di politiche attive contro il cambiamento climatico, l’Alto Adige non vuole solo “fare i compiti a casa” ma anche essere un pioniere coraggioso. Con questo obiettivo, il 14 dicembre, la Giunta si è riunita in clausura nel Castel Rechtental di Termeno, nella sede del centro per la formazione continua del personale insegnante delle scuole tedesche. Insieme ai dirigenti della pubblica amministrazione ed esperti nella tematica del cambiamento climatico, la Giunta si è confrontata sulle misure da adottare per rendere al più presto l’Alto Adige un vero e proprio KlimaLand, ossia un territorio neutrale dal punto di vista delle emissioni di CO2 nel più breve tempo possibile.

La più grande sfida di questo secolo

Il presidente Arno Kompatscher ha tracciato gli obiettivi: “Sin dal 2011 siamo stati pionieri con il nostro primo Piano clima. Da quel momento molti drastici cambiamenti sono sopravvenuti”. Fra l’altro Kompatscher ha fatto riferimento alle nuove prescrizioni dell’Accordo di Parigi sul clima del 2015 e i successivi rapporti del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico: “Dobbiamo e vogliamo agire in modo coraggioso, adeguando il nostro piano a quelle prescrizioni”. La neutralità climatica è, secondo Kompatscher, la “sfida principale del 21esimo secolo”. Occorre ora porre le basi “affinché i nostri figli, e i figli dei nostri figli, possano vivere bene su questo pianeta” ha detto il presidente. “Ogni altro atteggiamento sarebbe doloso e irresponsabile. Anche perché lo sappiamo: se non investiamo ora, poi tutto diventerà molto più costoso” ha aggiunto. L’Alto Adige si trova con questo proposito in buona compagnia, come dimostra il green new deal della presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen: l’Europa intende raggiungere entro il 2050 l’obiettivo emissioni zero. L’assessore titolare della delega all’Ambiente Giuliano Vettorato ha sottolineato l’alto livello di partenza già raggiunto dall’Alto Adige: “Da questa incoraggiante base ora dobbiamo fare ancora di più”. Al pari delle misure da adottare, va impostata un’adeguata strategia comunicativa: “Dobbiamo essere in grado di spiegare a tutti cosa abbiamo già raggiunto, cosa stiamo facendo adesso e cosa abbiamo intenzione di fare. Solo così possiamo coinvolgere ogni cittadino a essere parte attiva del processo”.

Undici tavoli tematici per cercare soluzioni condivise

La Giunta provinciale dell’Alto Adige lavorerà dunque nei prossimi sette mesi a questo piano. Saranno 11 i tavoli tematici che si occuperanno della sua redazione. Il primo passo è stato compiuto oggi con la clausura della Giunta provinciale. Agli 11 tavoli tematici hanno preso parte esponenti della politica, dell’amministrazione provinciale e della scienza per rispondere alla domanda su quali siano i punti di forza e quelli da migliorare in Alto Adige sul tema della riduzione delle emissioni e della tutela ambientale, con un approccio trasversale che abbraccia tutti i dipartimenti provinciali. Molte le idee emerse: per esempio incrementare l’efficienza dei cicli produttivi o ampliare l’infrastruttura della rete elettrica in modo da consentire a tutti i residenti della provincia di servirsi di energia pulita. Anche ogni nuova legge e le delibere importanti della Giunta dovrebbero essere valutate anche dal punto di vista della sostenibilità ambientale. I partecipanti ai tavoli hanno infine cercato possibilità di coinvolgere nel progetto la società civile: “Come possiamo dare corpo a questa identità, risvegliare l’impulso a uno stile di vita altoatesino sostenibile?” è stata la domanda che si sono posti i partecipanti ai tavoli.

I passi verso il nuovo Piano clima

Il progetto avrà successo solo se sarà coinvolta una parte il più ampia possibile della società. Per questo i risultati della clausura saranno riassunti in un documento e resi pubblici. In primavera saranno presentati alla popolazione e i partner dell’economia, del settore sociale e della società saranno coinvolti nel processo. Entro la metà del 2020 il nuovo Piano clima per l’Alto Adige sarà pronto. “Vogliamo dare un segnale chiaro e forte” ha detto il presidente Kompatscher ai partecipanti alla clausura. Da un lato l’approccio è quello di esortare al cambiamento, ma senza abbandonare un atteggiamento positivo e di speranza: “E’ chiaro a tutti noi che dobbiamo ripensare e ridisegnare il nostro modello di vita, economico e di consumi. Continuare come abbiamo fatto sinora non è un’opzione praticabile. Sono convinto che fra vent’anni potremo guardare indietro con orgoglio a come abbiamo sfruttato questa possibilità di cambiare le cose dalla base”. La tutela ambientale richiede modifiche radicali. Tali cambiamenti devono avere però conseguenze positive. “Vogliamo anche in futuro convivere positivamente, lavorare e svilupparci. Siamo all’inizio di una nuova epoca” ha concluso Kompatscher.



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