Piccole imprese tra incertezza globale e sfide locali: in Alto Adige la spinta arriva dagli under 40
Economia. Il 2026 si apre sotto il segno dell’incertezza per il comparto delle micro e piccole imprese, condizionato da un contesto internazionale instabile che pesa anche sulle prospettive di crescita del territorio. Secondo l’ultima indagine nazionale della CNA condotta su un campione di oltre 2.500 realtà produttive, le tensioni geopolitiche e le politiche commerciali globali continuano a frenare gli investimenti, portando quasi il 40% degli imprenditori a prevedere una riduzione della spesa per beni strumentali. In questo scenario, tuttavia, emerge una decisa controtendenza tra gli imprenditori under 40, che mostrano aspettative di crescita superiori alla media e rappresentano il motore del cauto ottimismo per l’anno appena iniziato.
A livello territoriale, l’analisi delle criticità riflette nodi strutturali che in Alto Adige assumono sfumature specifiche, in particolare per quanto riguarda la carenza di personale qualificato e l’impatto dei costi energetici sulla competitività delle aziende locali. Mentre a livello nazionale un’impresa su tre prevede una contrazione del fatturato, il settore delle costruzioni si conferma in controtendenza con oltre il 30% di indicazioni positive, un dato che trova riscontro nella stabilità dell’artigianato locale. Cristiano Cantisani, presidente di CNA Trentino Alto Adige, ha sottolineato come le sfide principali per le imprese del territorio rimangano legate alla pressione sui margini e alla difficoltà di reperimento di nuove risorse: «L’indagine di CNA Nazionale indica che anche per il 2026 prevale l’incertezza. Tuttavia, le imprese con aspettative positive superano quelle che prevedono un peggioramento dei risultati aziendali, grazie soprattutto agli imprenditori under 40. Si confermano inoltre le principali criticità che si chiamano costi dell’energia, concorrenza sleale e carenza di personale».
Le preoccupazioni degli artigiani si estendono anche alle recenti misure della manovra di bilancio, dove il passaggio dai crediti d’imposta al sistema di ammortamenti rischia di escludere circa il 40% delle micro-imprese dagli incentivi per la digitalizzazione.
Permane inoltre il nodo delle polizze contro i rischi catastrofali, la cui proroga al 31 marzo – introdotta dal Decreto Milleproroghe a fine 2025 – è stata accolta con freddezza a causa della sua applicazione parziale. La Confederazione ha definito inaccettabile un trattamento differenziato tra i settori, ribadendo la necessità di strumenti trasparenti per consentire alle imprese di confrontare le offerte assicurative. Secondo Cantisani, «è inaccettabile prevedere un trattamento differenziato all’interno del sistema delle micro e piccole imprese. Al contrario la proroga sarebbe stata necessaria alla luce dei gravi ritardi nella definizione dello schema di contratto tipo e nella realizzazione del portale da parte dell’Ivass per consentire alle imprese di confrontare le polizze e scegliere in modo consapevole».
Nell’immagine in apertura Cristiano Cantisani, presidente di CNA Trentino Alto Adige (credits photo CNA Trentino Alto Adige)