Piani delle zone di pericolo, c’è il via libera al nuovo regolamento

Pubblicato il 17 Settembre 2019 in Territorio

 

La protezione dai pericoli naturali e la loro prevenzione sono sempre più attuali anche in Alto Adige. Fra le finalità perseguite dalla nuova legge territorio e paesaggio, il piano delle zone di pericolo è uno strumento rilevante che i Comuni hanno per una pianificazione attenta. La Giunta provinciale ha approvato questa mattina (17 settembre) il regolamento con le nuove linee guida per la predisposizione dei piani delle zone di pericolo. Il regolamento, con una piccola modifica, ha già ottenuto l’ok del Consiglio dei Comuni nel luglio scorso.

Sicurezza dei cittadini, priorità assoluta

Nel corso della conferenza stampa, l’assessora provinciale competente Maria Hochgruber Kuenzer ha sottolineato l’importanza dei piani delle zone di pericolo nei comuni: “La sicurezza dei cittadini è una priorità assoluta, e il piano delle zone di pericolo è uno strumento di importanza fondamentale non solo per garantirla, ma anche per fornire alle amministrazioni comunali un preciso orientamento nelle operazioni di pianificazione”. La Provincia di Bolzano nell’agosto 2008 aveva fissato per la prima volta delle linee guida per la predisposizione di piani delle zone di pericolo, in base ad un articolo ad hoc della legge urbanistica del 2007. “I piani delle zone di pericolo costituiscono un modello vincente perché coinvolgono i Comuni e i loro cittadini nel confrontarsi con la sicurezza del territorio in cui vivono”, ha aggiunto la Hochgruber Kuenzer.

Zone classificate secondo la pericolosità dei rischi

Il nuovo regolamento stabilisce le norme per la prevenzione o la riduzione dei rischi dovuti ad eventi naturali differenziati secondo il grado e la natura del rischio accertato. Il grado va da H2 pericolo medio, a H3 pericolo elevato fino a H4 pericolo molto elevato. I tipi di pericolo idrogeologico sono suddivisi in tre categorie. La prima comprende le frane, la seconda i pericoli idraulici, la terza le valanghe. Il regolamento indica gli interventi consentiti nelle singole zone a seconda del grado di pericolo loro riferito. La predisposizione di piani delle zone di pericolo per tutti 116 i comuni altoatesini è indicata agli articoli 55 e 56 della nuova legge sul territorio e il paesaggio. “L’obiettivo resta la sicurezza delle aree abitate e dei cittadini – ha spiegato l’assessora – ma una cosa è cambiata: l’atteggiamento verso la pianificazione delle zone di pericolo. Se in passato veniva percepita come un onere burocratico, oggi è più benvista anche in seguito alla consapevolezza della pericolosità degli eventi naturali e dei danni che provocano sul territorio”.

Lo stato di attuazione

Fino all’agosto 2019, dei 116 comuni dell’Alto Adige, 49 hanno già un piano delle zone di pericolo in vigore, altri 32 sono nella fase conclusiva della procedura e tutti gli altri hanno già avviato l’iter. La predisposizione e l’approvazione dei piani è avvenuta secondo priorità e ha interessato prima i comuni con la presenza di maggior rischi. I piani delle zone di pericolo prevedono una suddivisione in 4 aree, contraddistinte da diversi colori che rappresentano altrettanti diversi gradi di rischio. La zona grigia è considerata sicura, nella zona gialla il pericolo è limitato, nella zona blu sono necessarie delle misure di protezione, mentre nelle zone rosse il rischio è consistente. In quest’area è di fatto vietato abitare e lavorare, e non possono essere realizzate neppure strutture per il tempo libero. Nessun piano delle zone di pericolo è immutabile nel tempo: infatti, grazie a precisi interventi di messa in sicurezza, quali ad esempio opere paramassi o paravalanghe, ma anche sistemazione di versanti, una zona può essere meno a rischio e classificata diversamente.

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