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Alto Adige, ozono e polveri sottili di troppo. Aria buona ma…

Pubblicato il 11 marzo 2016 in Territorio

centralina  

Un’estate calda che ha portato con valori dell’ozono oltre i limiti, sforamenti relativi alle polveri sottili e al biossido di azoto. Anche l’Alto Adige ha dei problemi sulla qualità dell’aria. Certo, una situazione ben migliore di quanto succede non troppo più a sud, con una pianura padana diventata da tempo uno dei territori più inquinati d’Europa.

In quota si respira meglio, ma si può ancora migliorare, come dimostrano i dati presentati dall’Agenzia provinciale per l’ambiente. L’ozono, dicevamo. Nei mesi estivi si è sofferto per le alte concentrazioni, soprattutto sul Corno del Renon e in Bassa Atesina, dove la soglia di informazione di 180 milligrammi per metro cubo è stata superata più volte. Un frangente su sui si alza di fatto bandiera bianca. Lo ha detto Luca Verdi, direttore del Laboratorio di Chimica fisica dell’Agenzia provinciale per l’ambiente: «Non essendo possibile attuare contromisure, l’unico provvedimento è quello di tenere tempestivamente informata la popolazione soprattutto per evitare l’esposizione alle persone maggiormente a rischio».

Sempre il clima sul banco degli imputati. In questo caso parliamo di dicembre, quando si è riproposto anche il problema delle polveri sottili (soprattutto nel Comune di Laces), mentre negli anni precedenti i valori delle polveri erano costantemente diminuiti. E il principale colpevole è il riscaldamento a legna, con un territorio costellato di impianti casalinghi di piccole dimensioni. Non c’è stato nel 2015 un superamento del valore limite annuale (vale a dire che il valore di soglia giornaliero non è stato superato più di 35 volte), ma a questo aspetto bisogna dedicare un’attenzione particolare, perché le polveri sottili sono collegate con alte concentrazioni di benzo(a)pirene, una sostanza cancerogena.

Resta sempre attuale la problematica del biossido di azoto: si confermano in Alto Adige i superamenti dei valori medi annuali e nel 2015 i valori sono persino leggermente aumentati a causa delle condizioni meteo. Stiamo lavorando per affrontare la questione con diversi interventi. L’assessore Theiner ha ricordato che la Giunta provinciale ha approvato già nel marzo 2014 un pacchetto di misure per la riduzione dell’inquinamento sul tratto altoatesino dell’A22, su cui è competente lo Stato, ma che malgrado riunioni tecniche a Roma e ripetute richieste al Governo non sono state ancora definite misure concrete. Se le misure vengono valutate positivamente dai Ministeri della Salute e dell’ambiente, che le ritengono esemplari anche per il resto d’Italia, perplessità permangono al Ministero dei Trasporti. le rilevazioni avvengono grazie a una rete di misura composta da 13 stazioni fisse, 5 mobili e 10 stazioni meteo. Vengono analizzati ben 353 parametri differenti Vi sono stazioni di misura mirate al traffico urbano, altre ad aree residenziali, altre a quelle rurali e stazioni meteo utili anche per simulazioni e proiezioni. Sia per quanto riguarda l’impiantistica che la tipologia i rilevamenti in Alto Adige rispettano gli standard UE e equivalgno a quelli condotti nelle regioni limitrofe. I dati sono sempre consultabili in tempo reale online sulla pagina web www.provincia.bz.it/aria.

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