Izi.travel, al Museion l’audioguida che va su app e su pc

Pubblicato il 17 Dicembre 2015 in Culture

Museion  

“Trentadue metri di gambe femminili che ballano freneticamente. Non è il titolo di un film, ma sono le dimensioni che aveva originariamente Noir Nylon, l’opera delle artiste Julia Bornefeld, Wilma Kammerer e Sylvie Riant. Un lavoro che è nella storia di Museion”. Questo potete ascoltare direttamente dalla voce di Luca Melchionna che ha portato nel futuro le opere della collezione del museo bolzanino grazie all’applicazione izi.travel. Museion è, infatti, il primo museo dell’Alto Adige a sfruttare una risorsa già utilizzata, in varie forme, in tutte la maggiori città d’arte italiane.

Izi.travel, l’audioguida si fa app

Ma cos’è izi.travel? È qualcosa in più di un’audioguida, permette come quelle classiche di visitare il museo in autonomia, ma è agile e gratuita e la si può scaricare facilmente sul proprio cellulare tramite il codice Qr. (A Museion lo si trova alla cassa e anche il download è gratuito visto che ci si può connettere alla rete Wifi del museo).
I motivi che sono all’origine della scelta di usufruire dei questo servizio innovativo, li spiega lo stesso staff di Museion: «È economico per noi e non solo per i visitatori. L’utilizzo da parte dell’istituzione è gratuito e non occorre dotarsi di un costoso apparato di strumentazione per l’audioguida. Inoltre, i contenuti sono facilmente aggiornabili e modificabili. Infine, si possono aggiungere video, per esempio, interviste ad artisti e curatori».

Ascoltare da casa tutte le storie del museo

Ma l’audioguida izi.travel di Museion si può scaricare comodamente anche dal proprio pc, più precisamente dalla pagina web di izi.travel. Si sceglie, il paese, quindi la città ed il più è fatto. L’audioguida di Museion è, ovviamente, bilingue, italiano e tedesco (in quest’ultimo caso la voce è di Renate Gamper) e al momento è disponibile anche un contenuto extra: il direttore del Lenbachhaus Matthias Mühling illustra la mostra in corso di Cerith Wyn Evans. Come precisano a Museion: «Si tratta di una prima sperimentazione, che nel 2016 si estenderà alle nuove mostre in corso».

Suoni misteriosi in ascensore

Infine, la nuova guida izi.travel di Museion permette di chiarire un dubbio che ha attanagliato più di un visitatore del museo d’arte contemporanea bolzanino. Cosa sono quei rumori meccanici, quelle musichette, quegli annunci surreali che si sentono quando si utilizza l’ascensore? Bene, si tratta dell’installazione “Aui oi” di Ulrike Bernard e Caroline Profanter. I dettagli li potete trovare qui.

di Massimiliano Boschi

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