Merano, via al servizio spesa per persone in situazioni di emergenza

Da domani, 13 marzo 2020, e fino a revoca del Decreto attualmente in vigore per contenere l’epidemia da Coronavirus, il Comune di Merano offre un servizio di spesa di alimentari e medicinali a quelle cittadine e a quei cittadini meranesi che non possono lasciare le loro abitazioni.

Il servizio si rivolge a tutte le persone residenti a Merano. Ecco i requisiti:
– persone ultra75enni;
– persone che vivono da sole e non sono in grado di uscire di casa (con relativa certificazione);
– persone che convivono con un partner che non è in grado di uscire di casa (con relativa certificazione);
– persone con disabilità, invalide, malate (al primo contatto a domicilio deve essere esibito il certificato medico);
– persone in quarantena.

Come usufruire del servizio?

Il servizio può essere richiesto da lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 12 chiamando il numero telefonico 333 6127851. La spesa viene di norma recapitata entro 48 ore.

I soldi necessari ad effettuare la spesa devono essere consegnati in anticipo – dietro ricevuta – al personale comunale. Non è possibile utilizzare la carta di credito. L’importo minimo per gli acquisti ammonta a 20 euro, l’importo massimo è stato fissato a 70 euro. Non vengono acquistate sigarette, bevande alcoliche, biglietti del lotto e beni simili.

“Questa prestazione viene garantita da collaboratori e collaboratrici, professionali e qualificate, dei Servizi sociali del Comune, che sono al corrente delle norme di sicurezza per impedire il contagio da Covid-19 ma che conoscono anche tante delle persone che usufruiranno del servizio, perché frequentano il Centro diurno per anziani o hanno ricevuto assistenza dal Servizio domiciliare”, ha chiarito l’assessore Stefan Frötscher.

A nome della città intera il sindaco Paul Rösch ringrazia i tanti concittadini e le tante concittadine che hanno offerto il loro aiuto. “Data la situazione contingente, preferiamo per ora ricorrere ai nostri collaboratori e alle nostre collaboratrici qualificati/e che in seguito alla chiusura del Centro diurno e di quello di assistenza diurna possono operare diversamente. Se la situazione dovesse cambiare o dovesse crescere notevolmente la richiesta, cercheremo insieme altre soluzioni”, ha concluso Rösch.

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