Massimo Banzi, a lezione con il fondatore di Arduino l'8 giugno all'Unibz

La Libera Università di Bolzano invita a una lezione aperta con Massimo Banzi, fondatore di Arduino, la società inventrice del mini-computer che ha rivoluzionato il mondo dell’elettronica. L’intervento dal titolo «Arduino, open-sourcing imagination» si terrà giovedì, 8 giugno 2017, alle ore 17.30 nel campus di Bolzano (aula D 1.01).

Internet delle cose, «buono, pulito ed equo»

Durante la lezione Banzi illustrerà le tappe della sua storia professionale e di quella, parallela, di Arduino. Parlerà inoltre di alcuni dei progetti più recenti della società da lui fondata. In particolare, affronterà l’argomento dell’Internet of Things, l’internet degli oggetti, ovvero la nuova frontiera della tecnologia. L’Internet of Things riguarda quegli oggetti, ad esempio anche un frigorifero o un paio di scarpe da ginnastica, che diventano capaci di raccogliere dati sul proprio funzionamento e, collegandosi alla Rete, di trasmetterli ad altri oggetti o dispositivi per una migliore esperienza dell’utente.

«Nel corso degli anni, Arduino è stato il motore di migliaia di progetti, con diverse applicazioni e utenti da prototipi sviluppati da studenti delle scuole superiori fino ad importanti applicazioni a livello industriale. È un privilegio aver la possibilità di ascoltare dalla voce di uno dei suoi creatori come sia nata e abbia acquisito forza questa realtà che ha conquistato il mercato mondiale dei maker», spiega Barbara Russo, docente di Ingegneria del Software alla Facoltà di Scienze e Tecnologie informatiche e organizzatrice dell’incontro con Banzi. Quest’ultimo spiegherà le premesse filosofiche che, a suo parere, dovrebbero essere alla base del processo di design degli oggetti connessi a internet. «Secondo Banzi tale processo dovrebbe essere ‘good, clean and fair’ – ovvero buono, pulito ed equo – e i dispositivi connessi open source, riutilizzabili, accessibili e centrati sull’uomo», aggiunge Russo.

Interaction designer e promotore di hardware open source

Massimo Banzi, interaction designer, formatore e promotore dell’utilizzo di hardware open source, è il co-fondatore del progetto Arduino. Prada, Artemide, Persol, Whirlpool, V&A Museum e Adidas sono alcune delle realtà imprenditoriali che, in passato, si sono avvalse dei suoi servizi. L’imprenditore ha contribuito ad avviare il primo FabLab italiano che ha consentito la creazione delle Officine Arduino, un FabLab/Makerspace sorto a Torino. È co-autore (assieme a Michael Shiloh) della guida ufficiale di Arduino (ed. Tecniche Nuove) e scrive regolarmente sull’edizione italiana di Wired Magazine e di Che Futuro, rivista online dedicata all’innovazione.

Massimo Banzi

Per quattro anni, Banzi ha lavorato all’Interaction Design Institute di Ivrea come professore associato ed è stato invitato a tenere workshop e interventi in tutti i continenti. Prima di entrare in IDII, è stato direttore tecnico per l’incubatore Seat Ventures. Ha lavorato per molti anni come architetto del software, sia a Milano che a Londra, su progetti per clienti come Italia Online, Sapient, Labor Party, BT, MCI WorldCom, SmithKlineBeecham, Storagetek, BSkyB e boo.com. Attualmente insegna Interaction Design alla SUPSI di Lugano ed è visiting professor al CIID di Copenhagen.

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