Manovra, l’appello dei commercialisti: «Dimezzare la dotazione del cashback»

Pubblicato il 13 Novembre 2019 in Imprese

 

Riservare alla misura sperimentale del cashback una dotazione di 1,5-2 miliardi, anziché quella di tre miliardi attualmente prevista in manovra, per ridurre una serie di fonti di copertura come quelle relative alla plastic tax, alla sugar tax e alle auto aziendali. È la proposta formulata nel Consiglio nazionale dei commercialisti nel corso dell’audizione alle Commissioni congiunte Bilancio di Camera e Senato e subito condivisa dall’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Bolzano.

«Condividiamo la proposta che vede l’introduzione di forme di premialità volte ad incentivare l’utilizzo della moneta elettronica – afferma Claudio Zago, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Bolzano -. Riteniamo però corretto un momento di riflessione sul fatto che si destinino ben tre miliardi a questa misura in un contesto di manovra che, nella ricerca di una quadratura dei conti non semplice, introduce numerosi balzelli, alcuni dei quali per altro più negativi in termini di impatto sui contribuenti».

«Oltre alla plastic e sugar tax e all’aumento della tassazione dei redditi dei dipendenti con auto aziendali in uso promiscuo, gli aumenti di tassazione si contano anche nelle manovre che deriveranno dalle modifiche alla disciplina fiscale dei buoni pasto e delle detrazioni IRPEF al 19% per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 120.000 euro – continua Zago -. Riservando alla misura sperimentale del cashback una dotazione di 1,5-2 miliardi, consistente, di primissima fascia e rapportata alle dotazioni finanziarie delle altre misure della manovra, è possibile ridurre o addirittura eliminare una serie di fonti di copertura attualmente previste nella manovra».

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