Make Work work, il design per il cambiamento eco-sociale

Pubblicato il 4 Marzo 2017 in Agenda, Innovazione

 

Make Work work: ovvero come far funzionare il lavoro. E’ questo il titolo dell’edizione 2017 del convegno annuale By Design or by Disaster che si terrà venerdì 10 e sabato 11 marzo alla Facoltà di Design e Arti, nel campus di Bolzano. «Vogliamo dimostrare che l’impegno eco-sociale può dare al progettista la possibilità di sostentarsi e non essere puro volontariato – afferma Krois che coordina la laurea magistrale in Design eco-sociale e organizza il convegno -. È ora che i designer riescano a vivere dei lavori che contribuiscono al bene comune». I due giorni ruoteranno attorno alle tematiche centrali del design e della comunicazione per il cambiamento eco-sociale. Quest’anno l’attenzione sarà rivolta soprattutto alle basi economiche su cui deve reggersi il lavoro del progettista impegnato per il cambiamento politico ed eco-sociale. Le domande fondamentali sono: Quali strutture e mezzi possono essere attivati a questo scopo? È possibile vivere di questo impegno e immaginare un lavoro che non sia a breve termine?

«Per rispondere a queste domande, abbiamo invitato ospiti che sono stati in grado, in diversi modi, di realizzare progetti senza fini di lucro e, al tempo stesso, di trarne un sostentamento – per esempio, combinandoli con l’insegnamento, come “artist in residence», per mezzo del crowd funding oppure con finanziamenti di fondazioni pubbliche», spiega Kris Krois. Nelle giornate di venerdì e sabato interverranno come invitati sia imprenditori individuali che collettivi: Brave New Alps (IT, Rovereto/ UK Leeds), Studio Polpo (Regno Unito, Sheffield), Raumlabor (DE, Berlino), Isacco Chiaf (IT/ BE, Bruxelles), Friederike Habermann (DE), Armin Bernhard (IT, Alta Val Venosta).

Brave New Alps è un collettivo formato da due designer (Bianca Elzenbaumer e Fabio Franz), che hanno studiato in unibz e, dopo esperienze all’estero, sono ora attivi a Rovereto. Tra le altre cose, hanno avviato un laboratorio creativo in cui profughi e autoctoni realizzano progetti insieme, come ad es. un orto comunitario. Domenica, 12 marzo QuerciaLAB può essere visitato a Rovereto, come parte facoltativa del convegno.

Raumlabor: il collettivo di otto architetti e urbanisti di Berlino si è fatto conoscere per lavori che si situano a metà strada tra interventi urbani e progettazione di spazi sociali che puntano sul recupero invece che sulla costruzione di nuovi edifici, come vuole il pensiero eco-sociale.

Isacco Chiaf, anche lui ex studente della Facoltà di Design e Arti, è impegnato nel Visual Journalism politico. Tra i suoi lavori migliori, opere come The dark side of the Italian Tomato che documenta le degradanti condizioni dei raccoglitori di pomodori o quella sui problemi dello smaltimento di apparecchiature elettroniche in Africa. Attualmente Chiaf vive in Belgio, dove lavora a stretto contatto con giornalisti.

L’economista e giornalista freelance Friederike Habermann, nel suo famoso libro Halbinseln gegen den Strom, racconterà come i metodi alternativi di coltivazione possano effettivamente funzionare.

Il venostano Armin Bernhard si è fatto un nome nello sviluppo regionale (Cooperativa per la partecipazione civica a Malles) e illustrerà come promuovere l’economia circolare regionale.

Lo studio di design Studio Polpo (Regno Unito, Sheffield), organizzato come un’impresa sociale, parlerà di come, in Inghilterra, sia riuscito a creare possibilità di lavoro sostenibile.

Il tema centrale della conferenza sarà di peculiare interesse per progettisti, studenti e creativi che con il loro lavoro cercano di fare qualcosa di positivo per il mondo e che, al tempo stesso, vogliono vivere della propria attività. Insieme a pionieri del design, i relatori del convegno cercheranno di illustrare best practices e strategie che rendano percorribile una trasformazione sostenibile non solo dal punto di vista sociale e ambientale ma anche economico. Il primo blocco di interventi sarà il venerdì. Il sabato – dopo il pranzo collettivo – le discussioni proseguiranno in gruppi aperti, in cui i partecipanti alla conferenza potranno approfondire il contenuto delle presentazioni con i progettisti.

Le iscrizioni si chiuderanno l’8 marzo. Ulteriori informazioni sulla registrazione, l’alloggio, il programma e i relatori sono disponibili sul sito web By Design or by Disaster:http://designdisaster.unibz.it/2017

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