Lettera aperta di Giudiceandrea: «Non possiamo permetterci di fermarci, grazie a chi lavora»

Pubblicato il 18 Marzo 2020 in Imprese

 

“Ringraziamo chi lavora!”. Questo, sintetizzato, il pensiero di Federico Giudiceandrea, presidente di Assoimprenditori, che ha voluto esprimere il suo pensiero sulla situazione che stiamo vivendo attraverso una lettera che riportiamo di seguito.

«Heiner Oberrauch, uno dei tanti imprenditori di successo del nostro territorio, ieri in una videoconferenza ci ha informato di quanto sta facendo attraverso il Gruppo Oberalp. In tempi record ha riconvertito i suoi laboratori in Italia per produrre mascherine e tute di protezione invece di articoli sportivi e sfruttando i suoi contatti internazionali è riuscito a organizzare una prima spedizione di 1,5 milioni di mascherine dalla Cina che saranno messe a disposizione della sanità e della protezione civile altoatesina.

L’esempio di Heiner Oberrauch e di molte altre delle nostre imprese che proseguono la loro attività mostra molto chiaramente perché nonostante tutte queste difficoltà non possiamo permetterci di fermarci. Come faremmo a rifornire i nostri ospedali se si fermassero i produttori di medicinali? Se i nostri autotrasportatori non garantissero più la filiera logistica? Se le nostre imprese alimentari smettessero di produrre? E se dovessimo davvero fermarci tutti, come faremo a garantire i posti di lavoro, le risorse per finanziare la sanità e gli altri servizi pubblici, una volta che avremo superato l’emergenza sanitaria? Ricordiamoci sempre che possiamo distribuire solo ciò produciamo: senza produzione non ci saranno nemmeno più risorse pubbliche da redistribuire.

In questi giorni le nostre imprese e chi ci lavora stanno affrontando i problemi più impensabili: sono saltati appuntamenti commerciali, le catene di fornitura e approvvigionamento sono spesso interrotte e in molte aziende frenano la produzione, in Paesi stranieri sono stati respinti imprenditori e loro collaboratori. Sono coinvolte tutte le nostre filiere, tutti i giorni i nostri imprenditori vivono in tensione, perché lo smart working all’interno degli stabilimenti produttivi non è possibile e nonostante tutte le precauzioni del caso una certa percentuale di rischio c’è sempre e proprio per questo non è facile prendere decisioni che riguardano il futuro della propria attività e la salute dei propri collaboratori.

La preoccupazione su come continuare a mantenere i posti di lavoro nelle nostre imprese non solo in queste settimane, ma soprattutto a medio e lungo termine, è condivisa da tutti i miei colleghi imprenditori. La situazione in molte delle nostre realtà è realmente drammatica. Con orgoglio però abbiamo potuto constatare che le nostre imprese locali, così come le loro collaboratrici e i loro collaboratori, si stanno contraddistinguendo una volta di più per la loro forte responsabilità sociale. Questa disponibilità a voler dare un proprio contributo è – assieme alla forte capacità innovativa – uno dei più importanti tratti distintivi delle nostre aziende. Allo stesso tempo questo impegno dimostra quanto siano importanti i rapporti internazionali che portano avanti le nostre imprese orientate ai mercati di tutto il mondo e quanto, anche in un momento difficile come questo, sia indispensabile l’attività di produzione all’interno delle nostre fabbriche.

Onoriamo lo straordinario sforzo della nostra sanità, della nostra protezione civile, dei tanti volontari che in questi giorni si mettono a disposizione per aiutare le famiglie. Ma diamo il giusto riconoscimento anche al contributo del nostro settore manifatturiero, delle sue imprese, di chi le guida e di chi ci lavora. Se ce la faremo – e su questo non ho dubbi – sarà anche grazie a loro!».

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