Learnscapes, la startup per raccontare il paesaggio ai turisti

Pubblicato il 18 Novembre 2015 in Culture, Imprese

 

Fondere i saperi prodotti dalla ricerca scientifica con la sete di conoscenza dei turisti e dei cittadini comuni, rendendoli fruibili con un’interfaccia semplice: una mappa interattiva su una app. È questa l’idea forte di Learnscapes  la start up vincitrice dell’edizione 2014 dello Startup Weekend di Bolzano, dove si è aggiudicata il doppio premio della giuria e dei partecipanti: un anno di incubazione al Tis innovation park e la possibilità di presentare l’idea alla Fiera di Bolzano. «Sabato 21 e domenica 22 avremo uno stand alla Fiera d’Autunno dove finalmente testeremo il protitipo, frutto di un anno di lavoro, con la gente comune» racconta Ana Lucìa, riceratrice di geomorfologia  alla facolta di Scienze e tecnologie dell’Università di Bolzano.

Dalla Spagna all’Alto Adige per studiare i fiumi

Spagnola di Segovia, 32 anni, Ana si è trasferita quattro anni fa tra i monti dell’Alto Adige, che adora e non solo per motivi professionali, e che vorrebbe far conoscere al mondo, ma andando oltre la superficie della comunicazione turistica patinata.

«Da geologa ho sempre studiato i paesaggi, che qui sono bellissimi, ma ho notato che le informazioni in loco sono spesso lacunose o poco accattivanti – prosegue la ricercatrice – Un anno fa mi sono presentata allo Startup Weekend con questa idea: una app per raccontare il paesaggio con accuratezza scientifica. L’idea è piaciuta, ho conosciuto molte persone interessanti e si è formato un gruppo di lavoro che ha arricchito lo spunto iniziale: il passaggio successivo è stato collegare i saperi sul paesaggio con le novità che emergono da chi quei luoghi studia».

Rendere fruibile la scienza, svelare i segreti dei luoghi

«In Alto Adige si fa tantissima ricerca, e ci sono tanti turisti, ma manca un collegamento fra le due cose – spiega Ana Lucìa – Io studio il trasporto dei sedimenti tramite i fiumi, e non posso portare un greto alla notte della ricerca in università. Allora facciamo il contrario: un turista può andare sulla riva di un torrente, guardare la mappa sulla app di Learnscapes e leggerne l’evoluzione geologica, o guardare un video preparato da un team di studiosi».

C’è un ulteriore passaggio: offrire contenuti premium a chi si trova il loco, e lo dimostra grazie alla georeferenziazione del proprio smartphone. «Da qualsiasi luogo si può scaricare una mappa con tutti i punti del paesaggio su cui è stata fatta ricerca, categorizzati per tipologie, dalle scienze sociali alla geologia, dall’ingegneria alla linguistica – spiega l’ideatrice – Cliccando su un punto della mappa si può leggere una breve scheda descrittiva. Ma per andare a fondo e conoscere i segreti del luogo, accedendo a contenuti premio, bisogna esserci vicini: per sapere la storia di un ghiacciaio e capire davvero di che cosa si parla, devi guardarlo, non lo capirai mai restando sul divano. È un modo per filtrare l’inondazione di informazione da cui ora siamo sommersi grazie a internet».

Alla caccia di sponsor

Il gruppo di lavoro di Learnscapes comprende oggi Matteo Gratton, musicologo e studente presso il corso Muid (Mobile User Interface Designer) a Bolzano, Giorgia Casciani, studentessa al Master in Economia e management del settore pubblico dell’Università di Bolzano e Paolo Conci, ingegnere dei materiali con una lunga esperienza come project manager e sviluppatore di software. Lavorano via Skype: due vivono a Bolzano, uno a Trento e uno a Manchester. I quattro sono a caccia di sponsor che finanzino lo sviluppo della app, che si immagina in download gratuito per i contenuti si affiderebbe poi a una forma di crowdsourcing presso le comunità scientifica. Chi lo ha detto che il binomio fra turismo e scienza non può funzionare?

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