Le case di paglia? Ecosostenibili e confortevoli. Intervista all'architetto Michael Reichegger

Le case di paglia non godono di buona fama: nell’immaginario collettivo ha ancora un certo peso la storia dei tre porcellini, in cui si racconta che basta un bel soffio del lupo per spazzarla via in quattro e quattr’otto. Ma queste sono, appunto, favole. Anche se può suonare strano, la realtà è tutt’altra: la paglia è un materiale da costruzione non solo ecosostenibile, ma ha ottime capacità di isolamento termico e acustico, come ci ha spiegato Michael Reichegger, giovane architetto di Silandro, fermo sostenitore delle case costruite con le balle di fieno. “La paglia garantisce un isolamento termico molto alto, come la fibra di legno. È un materiale che non dà problemi: è un sottoprodotto dei cereali, della mietitura, non deve essere trattato e ha bisogno di poca energia per essere spostato. Inoltre, è parte di un sistema circolare perché si può riutilizzare o compostare.” ci spiega. In Alto Adige sono circa 15 le case costruite con la paglia – una di queste, a Rablà in Val Venosta, è stata pianificata proprio da Reichegger.

C’è da dire che l’idea di costruire con la paglia non è nuova: grazie all’invenzione della macchina imballatrice, negli Stati Uniti, nelle zone in cui scarseggiava il legname, era normale utilizzare questo materiale nelle costruzioni. Attualmente in Europa sono circa 15.000 gli edifici costruiti con la paglia (qui una breve carrellata, tra le diverse pubblicate sul web).
Ma come è fatta, in concreto, una casa di paglia? “Si utilizza la paglia così come viene raccolta dai campi, ma le balle devono essere rettangolari, è importante, e deve essere di buona qualità. Quando si miete bisogna stare attenti a non tagliare troppo a fondo perché altrimenti si rischia di portare tra la paglia troppa terra o delle erbe che si ammuffiscono. Inoltre, le balle devono essere fitte e legate strette, è importante per la stabilità dell’edificio” continua Reichegger. Anche nella conservazione bisogna prestare attenzione: durante l’immagazzinamento la paglia deve rimanere asciutta e non deve formarsi condensa.

Ci sono poi diversi modi per costruire con la paglia, “uno è creare piccole unità che vengono integrate in una costruzione di legno, naturalmente la paglia deve rimanere compatta perché quella sciolta è pericolosa. Sulla paglia viene applicato meccanicamente uno strato di intonaco” dice l’architetto. Ma come è possibile che l’intonaco regga senza scivolare via? – gli chiediamo da profane quali siamo in materia, “in realtà si riesce a intonacare molto bene direttamente sulla paglia grazie alle cannucce e alle tante piccole cavità che offre. E garantisce anche un’elevata protezione dal fuoco, ha dato ottimi valori in questo senso” ci risponde Reichegger, e continua: “Nella casa costruita a Rablà abbiamo lavorato con balle grandi, larghe 1,20 x 2,50 metri, con un peso di 300 kg ciascuna. All’interno abbiamo passato degli strati di un intonaco a calce e un intonaco in argilla. Come detto, le pareti di paglia hanno un’elevata capacità di accumulare il calore e di rilasciarlo gradualmente – cosa che ho potuto constatare di persona proprio nella casa a Rablà: la temperatura va a compensarsi in tutto l’edificio e cambia gradualmente, è incredibile! E soprattutto, come in una casa “passiva”, quasi non occorre riscaldamento: la facciata sud della casa è in vetro e bastano 3-4 ore di calore per riscaldarla tutta.”

L’interno della casa di Rablà. Foto Samuel Holzner

In questo caso, all’idea di una casa in paglia, si è arrivati anche per esclusione “E’ un progetto che abbiamo iniziato nel 2014, la committente desiderava una casa con l’isolamento esterno, ma la coibentazione non è ecologica, i materiali isolanti hanno bisogno sempre di un collante, e questo tipo di adesivi sono problematici per l’ambiente. La paglia invece non ha bisogno di nessun trattamento”.

A quanto pare, la casa in paglia di Rablà piace a molte persone, ma a solo parole. Di fatto ancora non si fidano, un po’ come nella storiella dei tre porcellini, “perché si pensa che l’edificio non sia stabile e si deve costruire tanto vale farlo con materiali robusti” continua Reichegger. C’è anche una certa diffidenza da parte delle maestranze e degli artigiani, abituati a lavorare con i soliti materiali.

E i costi? “La paglia è un materiale molto economico in sé perché è praticamente a disposizione. Poi naturalmente dipende da come si costruisce ma possiamo dire che sono pari, nel complesso, a quelli di una costruzione classica” spiega Reichegger. Ma lei se la costruirebbe una casa di paglia? “Certamente!” ci risponde senza esitare.

Caterina Longo

 

Immagine in apertura: vista dall’esterno della casa in paglia costruita da Michael Reichegger a Rablà, in Val Venosta. Foto Samuel Holzner

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