Case a prezzi impossibili: le proposte di industriali e sindacati

Pubblicato il 14 Dicembre 2019 in Lavoro, Territorio

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Accesso all’edilizia agevolata a prescindere dal reddito: per ogni residente parità di accesso alle graduatorie per costruire la propria prima casa oppure per realizzare alloggi da affittare per 20 anni a canone provinciale a chi vive, lavora o studia in Alto Adige. È questa la proposta che Assoimprenditori e dei sindacati confederali presentano alla giunta provinciale per contribuire al «Patto di sostenibilità per il nostro territorio». «Per favorire i nostri giovani a trovare casa, mantenere sul territorio i nostri talenti, riportare i cervelli attualmente fuori provincia in Alto Adige e attirarne da altre realtà, è decisivo garantire la possibilità di accedere ad alloggi a costo sostenibile, in particolare per quanto riguarda il mercato degli affitti», concordano ASGB, CGIL/AGB, SGBCISL, UIL-SGK e Assoimprenditori. In un documento comune vengono individuate diverse proposte. Tra le più innovative ce n’è una che andrebbe a incidere direttamente sull’elevato costo dei terreni che è la principale causa che porta al caro-casa.
Qual è la novità? Attualmente i Comuni devono destinare almeno il 60 per cento delle nuove aree edificabili all’edilizia agevolata. La legge prevede anche la possibilità per i Comuni di acquistare aree edificabili già esistenti che in questo caso devono essere destinati per intero all’edilizia agevolata. La proposta di Assoimprenditori e sindacati ridefinisce i parametri di accesso alle aree per l’edilizia agevolata, slegandola dal reddito. Ogni residente dovrebbe avere parità di accesso alle graduatorie per costruire la propria prima casa oppure per realizzare alloggi da affittare per 20 anni a canone provinciale a chi vive, lavora o studia in Alto Adige. Il contributo pubblico non sarebbe più legato al terreno come avviene oggi per l’acquisto del terreno o la copertura degli oneri di urbanizzazione, ma destinato esclusivamente per l’alloggio alle famiglie in base al loro fabbisogno. Tra le altre proposte contenute nel documento comune di ASGB, CGIL/AGB, SGBCISL, UIL-SGK e Assoimprenditori ci sono la messa a disposizione di nuove aree edificabili, la riqualificazione di aree già utilizzate (ad esempio areali militari o ferroviari) e la costruzione di studentati e di case albergo per i lavoratori.
Organizzazioni sindacali e imprese concordano anche sul fatto che per il futuro dell’Alto Adige sia decisivo puntare sul settore produttivo come principale motore di sviluppo dell’economia locale: «Già oggi – si legge nel documento firmato da sindacati e Assoimprenditori – il settore manifatturiero è il più importante in termini di contributo al Pil, all’occupazione di alta qualità, all’internazionalizzazione e all’innovazione».

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